Diario di viaggio: Irlanda  🇮🇪

Da Dublino verso Galway e poi su a nord da Derry a Belfast, un tour on the road di 10 giorni in una nazione così piccola, ma così incredibilmente indimenticabile!

 

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Periodo: dal 28 aprile al 7 maggio 2009

 

GIORNO 1

Partenza da Roma Ciampino alle 10.55 con la compagnia Ryanair e arrivo all’aeroporto di Dublino alle 13.30. All’uscita sulla dx c’è la fermata dell’Air Coch (due biglietti A/R costano 25 euro) che, in circa 10 minuti, porta a Dublino.

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La nostra è la prima fermata, in O’Connell Street. Ci dirigiamo verso “The Spire of Light”, conosciuto anche come “The Stiletto in the Ghetto”, alto ben 120 metri, poi svoltiamo a destra e su Talbot Street arriviamo al ns B&B “Celtic Lodge”. Qui alloggeremo per due notti, prima di intraprendere il nostro tour.

Dopo aver lasciato i bagagli ed esserci dati una rinfrescata, siamo pronti per visitare Dublino.

 

Ci dirigiamo a piedi in centro in solo dieci minuti. Sono le 16,30 e decidiamo di mangiare qualcosa al “Monalisa” (2 soup, 1 steak, 1 pizza, 2 birre totale 25,90 euro). A pochi passi dal ristorante c’è il Trinity College ed entriamo per fare qualche foto.

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Percorriamo Grafton Street (la via dello shopping) e arriviamo al parco più grande di Dublino, St.Stephan Green. I giardini sono bellissimi e, per fortuna, è una bella giornata e risaltano il colore verde dei prati e le sfumature dei fiori . I dublinesi, dopo una giornata di lavoro, fanno sempre una pausa rilassante nel parco.

 

Siamo abbastanza stanchi ma decidiamo di fare una tappa a Temple Bar in uno dei famosi pub della zona, da “Flannerys”, e beviamo due pinte di Guinness lasciando rigorosamente tracce di schiuma sulle labbra!

 

GIORNO 2

Visto che pioviggina decidiamo di visitare dei monumenti al coperto. La nostra prima tappa è Kilmainham Gaol (biglietto €6 a persona), la prigione dove è stato girato il film “Nel nome del padre”, con Daniel Day Lewis.

Prendiamo il bus (costo euro 1,20 a testa e, conviene essere muniti di monete altrimenti per riprendere il resto bisognerà andare alla sede dei bus) e dopo 5 fermate arriviamo a destinazione.

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L’ingresso prevede la guida in inglese. C’è un piccolo museo all’ingresso e facciamo un giro. Dopo 10 minuti arriva la guida e prima di entrare nella prigione vediamo un filmato sulla storia della prigione. E’ impressionante la struttura interna, tutto è rimasto com’era, a parte qualche tocco di calce.

Quindi torniamo alla fermata e prendiamo il bus, direzione Guinnes Storehouse. Il biglietto di ingresso costa 15 euro compresa una pinta di Guinness a testa, ma alla cassa c’è una ragazza italiana e otteniamo uno sconto! Dopo aver fatto il nostro giro, scattato qualche foto e mangiato un sandwich, saliamo al Gravity Bar per la nostra pinta. La vista della città da lassù è fenomenale.

 

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É ancora primo pomeriggio così decidiamo di dirigerci a piedi, circa 15 minuti, fino a St.Patrick’s Cathedral, nella zona antica di “Dublinia”. Il biglietto di ingresso costa 5,5 euro. La cattedrale è bellissima: vetrate colorate, statue, un pezzo dell’antico Saint Patrick well, tomba del poeta Jonathan Swift.

 

GIORNO 3

Oggi comincia il nostro viaggio nell’Eire e nell’Ulster. Valigie alla mano ci dirigiamo al n.6 di Lombard street east (10 minuti a piedi) per ritirare la nostra auto già prenotata dall’Italia. La compagnia è la Thrifty e il costo totale per 6 giorni di affitto è 260 euro (si devono poi aggiungere 34 euro per il passaggio nell’Irlanda del Nord e noi scegliamo anche l’assicurazione Casco, 100 euro, che consiglio vivamente di fare se è la prima esperienza di guida a sx!).

Alle 10 siamo pronti a partire in direzione Galway (330 km).

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È una giornata bellissima e la nostra prima destinazione sono le Cliff of Moher, in gaelico “Aillte an Mhothair” che significa “scogliere della rovina”.
Le più celebri scogliere d’Irlanda si estendono imponenti per circa 8 km tra Hag’s Head e la O’Brien Tower (1853), a 216 m sull’Oceano Atlantico. Dall’alto la vista spazia fino alle Aran Islands e ai monti del Kerry e del Connemara. Il parcheggio costa 8 euro.

 

Che posso dire, abbiamo fatto decine di foto ma l’emozione che si prova a stare lassù e guardare l’oceano è indescrivibile… spero un giorno di tornarci…sono davvero indimenticabili.
Ripartiamo attraversando il “Burren National Park”. Quindi arriviamo al cimitero neolitico di Poulnambrone (ingresso gratuito).

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Giungiamo a destinazione la sera. Il nostro B&B è OntarioHouse e la signora Anne è gentilissima. Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo nel centro di Galway per cenare. La città è molto viva, piena di giovani. Prima di rientrare andiamo a bere una pinta in un pub, “The King’s Head”, dove fanno musica dal vivo.

 

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GIORNO 4

Partenza per Sligo con tappa a “Aughnanure Castle” nel centro della cittadina di Oughterard, a nord di Galway (biglietto di ingresso € 2.75 a persona).

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Il castello di origine medievale, costruito dal clan O’Flaherty, fu costruito come struttura difensiva su un isolotto roccioso, ora prosciugato.  Costituito da una torre centrale circondata da due cinta di mura, una più esterna in buone condizioni, l’altra interna invece è presente soltanto in parte e sopravvive la torre tonda angolare (dotata di cannoniere). All’interno si possono visitare la sala dei banchetti, restaurata, con un enorme camino centrale e i pannelli illustrativi del clan, la torre di guardia e altre sale che venivano usate dalle guardie. 

Proseguiamo il nostro tour percorrendo il meraviglioso Connemara, regione situata ad ovest della Contea di Galway, tra il Lago Corrib e l’Oceano Atlantico.

 

Il paesaggio, di una bellezza superba, è dominato da distese di erica, torbiere, laghi, insenature e dalla catena montuosa dei “Twelve Bens”.

Tra le colline spazzate dal vento ecco apparire le pecore irlandesi dal muso e dalle zampe nere. Ogni gregge viene identificato con una serie di colori per distinguerne la proprietà.

Da non perdere Clifden, il capoluogo del Connemara, che si trova a circa 80 km da Galway all’inizio di una stretta insenatura della Clifden Bay. Se guardate verso est, dietro le case attaccate le une alle altre, e le appuntite guglie delle chiese, vedrete sullo sfondo gli scoscesi pendii dei Twelve Bens.

 

Decidiamo di fermarci a Clifden per pranzo e dopo aver fatto una passeggiata in questo grazioso paesino ripartiamo verso “Kilmore Abbey”, abbazia molto bella e suggestiva. Purtroppo arriviamo un po’ tardi e mancano 15 minuti alla chiusura quindi preferiamo ammirare l’abbazia dall’esterno e fare qualche foto al magnifico paesaggio.

 

Proseguiamo per Westport sulla “Clew Bay” e prima di arrivare a Sligo facciamo una tappa al Cimitero Megalitico di Carrowmore (ingresso € 3).

 

Quindi arriviamo a Sligo e il nostro B&B è in centro, “An Cruiscin Lan”. C’è anche un parcheggio interno con cancello. Il proprietario Liam è molto cortese e ci aiuta a sistemarci. Poi ci consiglia il ristorante “Flidders Crekk”, dove abbiamo mangiato benissimo.

Il centro di Sligo è molto caratteristico, con il fiume che l’attraversa, negozi e locali pieni di gente. 

 

Sligo è la patria d’origine dei fratelli Yeats, William Butler, noto poeta nato a Dublino e Jack Butler Yeats, pittore che ritrasse nelle sue tele la bellezza dei paesaggi della contea di Sligo.

Conosciuta per essere una tranquilla città vicina alla costa, negli ultimi anni ha registrato un certo sviluppo ed è un’ottima base per partire alla scoperta della costa atlantica dell’Irlanda e di alcune delle aree naturali più affascinanti del paese come il Connemara e le vicine contee di Mayo e Donegal.

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GIORNO 5

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Partenza per Londonderry e, attraversando il paesaggio mozzafiato della “Yeats Country”, arriviamo a Donegal, città fondata dai Vichinghi come “Dùn na nGall” (forte degli stranieri).

Ci dirigiamo verso il Donegal Castle, risalente al 1475. L’ingresso costa 4 euro a persona.

 

Quindi ripartiamo diretti a Derry. Il nostro B&B è lo “Iona Inn”. La proprietaria ci consiglia di parcheggiare l’auto a qualche c’eri ai di metri dall’alloggio, così da non dover pagare ticket per il parcheggio. In effetti siamo anche a 10 minuti a piedi dalle mura dell’antica città.  

 

Attraversiamo il ponte sul fiume Foyle e raggiungiamo il Tourist information per cambiare qualche sterlina. Andiamo a mangiare in un ristorante all’entrata delle mura: il “Fitzroys Bistro”. Dopo la buona cena decidiamo di fare una bella e lunga passeggiata “sulle mura antiche” da cui è possibile ammirare scorci della città, ma purtroppo anche le conseguenze della “lotta all’indipendenza”.

 

Il nome della città è soggetto ad una disputa tra i nazionalisti (principalmente cattolici) che la chiamano Derry e gli unionisti (in maggioranza protestanti) che la chiamano Londonderry. Un’immagine abbastanza chiara della situazione della città, riguardo al nome, la evidenziano due murales.

Purtroppo questa città si ricorda per la tristemente famosa Bloody Sunday (Domenica di sangue) diventata famosissima canzone degli U2 “Sunday bloody sunday”. Il 30 gennaio 1972, l’Associazione per i Diritti Civili dell’Irlanda del Nord (NICRA), capeggiata da Ivan Cooper, organizzò una manifestazione pacifica nel corso della quale i paracadutisti britannici aprirono il fuoco “in modo ingiustificato e ingiustificabile”, uccidendo 13 civili e ferendo a morte un’altra persona che sarebbe deceduta successivamente, mentre i feriti in totale furono 16. L’evento segnò l’inizio dell’anno più terribile della storia dei Troubles, in cui morirono 472 persone. Fatto controverso al tempo fu l’operato del governo britannico che non punì i responsabili, mentre la regina, addirittura, decorò il comandante dell’operazione, il colonnello Derek Wilford. Dopo 25 anni Tony Blair ha riaperto un’inchiesta per fare luce sulla situazione: l’indagine ha portato a una condanna senza appello nei confronti della condotta tenuta in quella circostanza dall’esercito inglese, definita “ingiusta e ingiustificabile”.

Tra il 1969 e il 1972 una parte della città mutò il suo status in zona “chiusa” e venne soprannominata Free Derry.

 

E’ davvero stata un’esperienza emozionante aver visitato questa città e, a dispetto della sua triste storia, Derry/Londonderry, è una cittadina suggestiva con le sue case color pastello da cui spiccano le guglie delle chiese e le ripide stradine del centro storico racchiuse nelle mura medievali.

GIORNO 6

Partenza per Belfast con prima tappa al Mussenden Temple. Siamo così al Nord che ci sembra impossibile. La vista è spettacolare e tutto ci sembra così immenso. Proseguiamo per Dunluce Castle ma facciamo solo delle foto perché abbiamo ancora da visitare altri siti.

 

Proseguiamo per le “Giant’s Causeway”, famose formazioni rocciose composte da circa 40 mila blocchi di basalto. In molti si chiedono come si sia creato questo stupendo scenario. Secondo i geologi la lava ha creato questa stupenda “scala” due milioni anni fa mentre la leggenda narra che sia stata opera del gigante Finn MacCool che voleva raggiungere la Scozia creando questo “selciato”. L’ingresso è gratuito e si paga solo il parcheggio.

 

L’emozione è forte. La natura qui mostra il meglio di sé. Le onde dell’Oceano si scagliano sulle rocce levigandole e formando degli enormi gradoni.

Ci fermiamo a pranzo al ristorante “The Nook at the Giant Causeway” con cucina tipica irlandese.
Quindi ripartiamo in direzione di Carrick-a-Rede o “Ponte delle funi”.

Il biglietto costa 3.63 £ ma offriamo 5 £ perché era in atto una donazione per un’associazione. C’è molta gente. Che spettacolo essere sospesi a 25 m sul livello del mare… Col vento tra i capelli…ammirando le isolette e le scogliere dell’Irlanda del Nord.

 

L’aspetto piú impressionante dell’Ulster é proprio la bellezza della costa. Le valli dell’Antrim sono luoghi dalla natura incontaminata, dove il tempo sembra essersi fermato. Le Glens of Antrim, nove vallate offrono un panorama meraviglioso. In elenco: Glentaisie, Glenshesk, Glendun, Glencorp, Glenaan, Glenballyemon, Glenariff, Glencloy, Glenarm. Si narra che sono regioni senza abitanti, paesaggi stupendi dove regnano i fati, che, se disturbati, possono alterarsi!
Proseguiamo lungo la costa per ammirare la parte più a nord dell’Irlanda e arriviamo a Belfast nel tardo pomeriggio. Il ns B&B è “Helga Lodge” in Cromwell Road. La zona è tranquilla e abbiamo il parcheggio gratuito proprio di fronte alla nostra camera. Ci sistemiamo e usciamo a piedi verso il centro, 10 minuti.

GIORNO 7

Oggi la giornata è dedicata alla visita della città di Belfast.

 

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Ci dirigiamo a piedi in Donegall Square, il cuore della città, dove ammiriamo la City Hall, il municipio cittadino.

Purtroppo è chiuso quindi proseguiamo verso l’Albert Memorial Clock Tower, la torre dell’orologio e la famosa statua della Pace. Le strade del centro sono chiuse al traffico. È pieno di gente, c’è una maratona. Ci ricordiamo che oggi è il primo lunedì di maggio ed è festa a Belfast.
Facciamo un giro al Centro commerciale Victoria Square e saliamo fino alla terrazza per ammirare il panorama. Giriamo per le strade della città per fare shopping. Dopo aver pranzato in un tipico Bistrò andiamo verso la Linen Hall Library. Siccome è chiusa decidiamo di prendere un caffè espresso da “Nero”, dove vi consiglio la deliziosa chocolate cheescake!
Ci dirigiamo verso il City Hall per prendere il black taxi che ci porterà a visitare i “Murales” . Il costo è di 25 £ all’ora ma trovandoci con altri 4 ragazzi otteniamo un bello sconto.

 

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Tornati al capolinea ci dirigiamo verso il pub più famoso di Belfast, Il Crown Liquor Saloon. Purtroppo è chiuso quindi ci dobbiamo accontentare di una foto all’esterno.

GIORNO 8

Partenza per Dublino con tappa a Newry dove spendiamo le nostre ultime sterline per la colazione.

 

Quindi visitiamo l’antico sito monastico di Monaster Boice (Mainistir Bhuithe in gaelico) costruito dai monaci per difendersi dagli attacchi vichinghi tra il IX e il X secolo. Bellissime le grandi croci celtiche e la torre rotonda più alta d’Irlanda, 33 metri. L’ingresso è gratuito.
Poi ci dirigiamo verso “Bru na Boinee” dove, per mancanza di tempo, optiamo per una visitata al cimitero megalito di Newgrange, che durerà 2 ore.
Ripartiamo nel pomeriggio per rientrare a Dublino. Sono le 16,30 e siamo in tempo per restituire l’auto Km totali percorsi 1270 (costo totale benzina 90 euro).
Quindi torniamo a Talbot Street al ns B&B Celtic Lodge. Decidiamo di andare a cena al ristorante molisano “Pinocchio” in Dublin 6 e prendiamo un taxi su O’ Connell Street.

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Ve lo raccomandiamo, non potete capire che sapore hanno le loro pietanze. Per tornare in centro prendiamo, anche su consiglio dei proprietari del ristornate, la Laus con fermata a St. Stephan Green (biglietti 2,40).

Quindi direzione Pub “Long Hall” , sempre consigliato da loro, un vero pub irlandese!

 

GIORNO 9

Oggi è il nostro ultimo giorno a Dublino. Ci dirigiamo verso il Trinity College per vedere il famoso “Book of Kells”. Siccome ci era stato sconsigliato di visitarlo entro solo io. Il biglietto costa 9 euro e prevede anche la visita alla Long Room nella Biblioteca  (assolutamente favolosa). Non si possono fare né foto né riprese. Ogni giorno viene girata la pagina in esposizione del Book of Kells per evitare che la luce lo deteriori. 

Ci dirigiamo verso il National Museum of Irland: assolutamente da visitare. E’ favoloso c’è tutta la storia di Irlanda dal 7000a.c.!!! Ed è gratuito.
Le collezioni archeologiche sono composte dalla sezione The Treasury (Il Tesoro), la sezione Prehistoric Ireland, la sezione Viking Age Ireland, la sezione The Road to Independence, Ancient Egypt, Irish room Collections, The World Collection, The Blaschka Collection. Purtroppo non è possibile fare né foto né riprese.

Quindi raggiungiamo il Dublin Castle ma non possiamo entrare perché è necessario prenotare la visita guidata.
Comunque sono le 14,30 e dobbiamo mangiare qualcosa e soprattutto acquistare dei souvenir, così torniamo in centro.
La nostra ultima pinta andiamo a berla in un pub nei pressi di Grafton Street “The Grange”. Poi torniamo a fare l’ultima passeggiata in Temple Bar.

 

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GIORNO 10

Il nostro volo parte alle ore 6,15 quindi ci alziamo prestissimo e nel cuore della notte andiamo a prendere l’Air Coch in O’Connell Street.

 

Considerazioni finali:
L’Irlanda è davvero come immaginavo. Una terra bellissima, dove la natura ha dato il meglio di sé, e dove il contrasto tra il verde dei prati e l’azzurro del cielo è incredibile.
La gente è aperta, simpatica, allegra e sempre pronta ad aiutare i turisti. La cucina é genuina e le baked o jack potato, in assoluto strepitose …senza dimenticare dolci e Guinness!

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