Diario di viaggio: da Girona 🇪🇸 a Carcassonne 🇫🇷 passando per il Principato di Andorra 🇦🇩

Un tour on the road di 1300 km in auto attraverso mare, collina, montagne e città…

Periodo : 6-16 luglio 2017

Primo giorno

Il volo Ryanair da Pescara a Girona parte alle ore 10 e arriva in perfetto orario alle ore 11.55. Arrivati in aeroporto ci dirigiamo al parcheggio degli autobus e prendiamo il bus che ci porterà in circa 20 minuti alla stazione dei treni di Girona. La compagnia Enterprise rent car si trova all’uscita della stazione e dopo una mezz’ora di autostrada (pedaggio 4,50 euro) siamo nella ns auto diretti a Figueres.

Arriviamo all’Hotel Ronda intorno alle 14,30. Ci sistemiamo in camera e ci riposiamo.

Verso le 16,30 siamo pronti a ripartire, direzione Roses sulla costa. Il paesino dista 20 minuti di auto. Le strade sono tutte ben tenute e le indicazioni chiare.

Facciamo una bella passeggiata al lungomare di Roses. La spiaggia, kilometrica, é pubblica con tutti i servizi ma c’é la possibilità di affittare lettino e ombrelloni.

Proseguiamo per Cadaques, paese dove il grande Salvator Dalí si trasferì perché ispirato dalla bellezza della baia, ed in effetti ha visto bene. Il paesino é davvero caratteristico. Al centro del passeggio da le spalle al mare la statua di Dalí. Dopo aver girato per il centro ci fermiamo a mangiare una pizza al Ristorante-Pizzaria Plaza e devo dire che abbiamo mangiato un’ottima pizza cotta in forno a legna.

Riprendiamo l’auto e proseguiamo per La Casa di Salvatore Dali a Portlligat, nella quale Salvador Dalí visse e lavorò abitualmente dal 1930 fino alla morte della moglie Gala nel 1982, quando si trasferì al castello di Púbo.

La giornata é stata lunga e siamo molto stanchi quindi rientriamo in hotel.

Secondo giorno

Dopo una gran colazione siamo pronti per visitare Llancà, un grazioso paesino sul mare riparato dalle montagne del Parco di Cap de Creu. Anche qui la spiaggia é pubblica con tutti i servizi. Facciamo una bella passeggiata ma decidiamo di tornare al mare a Roses perché la spiaggia lí é più ampia.

Attraversiamo il Parco e saliamo verso La Selva de Mar, il paesaggio é incredibile e la vegetazione che cresce sulla roccia rossa regala scenari da cartolina.

Trascorriamo il resto della giornata in spiaggia.

Nel pomeriggio andiamo a Empuriabrava e facciamo una passeggiata tra i caratteristici canali. Ogni casa o villa ha la barca o lo yatch ormeggiato sul canale. Lungo il canale principale del porto diversi box che offrono il giro turistico.

Rientrati in hotel ci sistemiamo e usciamo per la cena. Scegliamo il ristorante Bocam in Carrer de la Jonquera, dietro il Museo di Dalí. Non ci ha entusiasmato, abbiamo scelto un’entrata a base di polpo e due secondi (gamberi con verdure, pescado con verdure) ma purtroppo di pesce davvero una miseria, con due bicchieri di sangria per un totale di 42 euro. Dopo cena andiamo verso la Rambla dove stanno svolgendo uno spettacolo di Sardana, la tipica danza catalana.

Terzo giorno

Oggi si va a Besalu, 25 km da Figueres. Il paese, di circa 2000 abitanti, sorge lungo il fiume Fluvià. Risale ad epoca medievale ed é così ricca di storia da essere dichiarata nel 1966 Complesso Storico Artistico Nazionale.

Attraverso le stradine del centro storico si arriva fino al ponte romanico che risale all’XI secolo. Le strade sono piene di testimonianze di una epoca in cui la comunità ebraica e quella cristiana convivevano in armonia. L’antico quartiere ebraico (call), la sinagoga e i bagni ebraici si mischiano con il monastero di Sant Pere e le chiese di Sant Vicenç e Sant Martí.

Questo paesino storico é ordinato e molto curato e merita davvero una visita!

Rientriamo a Figueres e nel primo pomeriggio andiamo a visitare il museo di Salvator Dalí.

Il biglietto singolo costa 14 euro e comprende anche il tour alla Mostra Gioielli “Dalí Jolie”. Restiamo estasiati dal genio di questo poliedrico artista, dalla maestosità ed estrosità delle sue opere. Il museo ha 22 stanze e in un paio di ore si riesce a completare il percorso. In diverse opere basta mettere delle monete per vederle in movimento. Anche la mostra dei gioielli lascia senza fiato.

Usciti dal museo facciamo un giro nel centro e ci fermiamo da “365” a bere due succhi di frutta fresca. Quindi rientriamo in Hotel prendiamo un aperitivo al Bar e prenotiamo il tavolo per la cena al Ristorante dell’Hotel “City”.

Quarto giorno

Oggi si riparte in direzione Prat de Cest.

Dopo 20 minuti siamo alla frontiera ed usciamo dall’autostrada spagnola (pedaggio 2,35) per rientrare nella francese (pedaggio 2,40).

Facciamo tappa a Perpignan, capitale della Catalogna francese nei Pirenei orientali. Essendo domenica i parcheggi sono liberi. Raggiungiamo l’ufficio informazioni turistiche e prendiamo una mappa. Ci dirigiamo verso il Castillet a Place de Verdun. Si tratta di una porta del XVI secolo che ospita il Museo sulle tradizioni catalane. Proseguiamo verso la cattedrale di Saint Jean Baptiste risalente al tredicesimo secolo con torre gotica e facciata in stile tipico Roussillon, che domina Place Gambetta, ex piazzale di parate militari, quindi casa Xanco, infine Hotel de Ville. Facciamo qualche foto ma preferiamo riprendere la marcia verso la regione di L’Aude.

Arriviamo verso le 14.30 alla Pinade d’Esterac a Prat de Cest. La villa in cui trascorreremo 4 gg é spettacolare. La ns camera é spaziosa e completa di tutto. Ha una grande terrazza con lettini e il parcheggio privato. Andiamo subito a fare un tuffo in piscina e ci facciamo pure la jacuzzi.

Dopo un pomeriggio di relax ci prepariamo per andare a cena e scegliamo Dolce Pizza. Sono le 21 ed é ancora giorno. In 10 minuti di auto siamo a Narbonne. Parcheggiamo l’auto vicino al Palais du Travail e ci dirigiamo in centro. In città si respira un’atmosfera suggestiva.

Raggiungiamo la Piazza dove si erge il Palazzo dell’Arcivescovado composto dal Palazzo Vecchio di origine romana e dal Palazzo Nuovo in stile gotico sede attuale del Municipio. Al centro della piazza i resti della via Domitia che collegava la Spagna a Roma: Narbona infatti fu fondata nel 118 a.c. e fu la prima colonia romana fuori dall’Italia.

Il canale du Midi attraversato dal fiume Aude é illuminato e sembra un piccolo angolo di Parigi.

Quinto giorno

Dopo una bella colazione a bordo piscina con vista su vigneti in compagnia delle due capre del B&B, ci prepariamo per andare a visitare i Castelli catari di Peyrepertuse e Quéribus.

Il paesaggio, interamente di vigneti, attraverso la Route de Durban merita.

I castelli, o meglio le rocche catare, erano villaggi fortificati circondati da cordoni in pietra e poste in cima a colline rocciose il cui accesso era consentito solo attraverso un stretto sentiero roccioso, facilmente difendibile dai crociati e dalle forze francesi. Fondamentale e vitali quindi erano le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Senza acqua infatti ci si doveva arrendere al nemico.

Il castello di Queribus a Cucugnan, ultima roccaforte catara, domina la pianura del Roussillon. Il percorso é abbastanza ripido ma quando si arriva in cima si percepisce tutta la maestosità. La fortezza militare, che si dimostrò inespugnabile ma si arrese nel 1255, sorge su una formazione rocciosa, a circa 728 metri di quota, in posizione tale da sorvegliare il passo di Grau de Maury con vista a 360 gradi dal mediterraneo ai Pirenei.

Proseguiamo per quello di Peyrepertuse a Duilhac che é qualcosa di indescrivibile. La fortezza, posta in cima ad una roccia calcarea ad 800 m s.l.m., occupa un’area lunga circa 300 m e larga 60 m, che comprende tutta la sommità della collina. Il sito presenta tracce di occupazione di epoca romana, risalenti agli inizi del I secolo a.C.

È suddivisa in tre parti: bassa”, “media” e “alta”, o “castello di San Jordi” (san Giorgio).

Il percorso é abbastanza faticoso, arriviamo alla parte bassa, costituita da una cinta muraria con due torri semicircolari a difesa dell’accesso sul lato nord; il bastione triangolare a tre piani si trova sulla punta, che domina la valle sottostante. All’interno a strapiombo sulle rocce, si trovavano i magazzini e le latrine. All’angolo sud-ovest c’é la cappella dedicata a Santa Maria con una cisterna per l’acqua. Le due strutture sono collegate da un muro che forma una corte interna al castello stesso, da cui si accede, per mezzo di una porta sul lato occidentale alla parte intermedia della fortezza. Proseguiamo per la parte media che doveva essere un tempo il villaggio cataro ma dobbiamo terminare insieme a molti altri turisti perché inizia a piovere e si é alzato un vento freddo.

Rientriamo a riposarci e nel tardo pomeriggio andiamo a fare una passeggiata a Narbonne. Parcheggiamo vicino l’ufficio informazioni e andiamo a vedere i giardini dell’Arcivescovato.

Purtroppo a Narbona, ma anche in altri centri del sud della Francia, musei e negozi chiudono alle ore 18. Passeggiamo tra le vie del centro e ci fermiamo a vedere uno spettacolo di balli locali sul lungo fiume.

Sesto giorno

Dopo una bella colazione e due chiacchiere con Florence ci prepariamo per andare a Carcassonne. Prendiamo l’A61 (costo pedaggio euro 4,10) che in 30 minuti porta a destinazione.

Arriviamo al parcheggio davanti la Cité. All’ufficio informazioni prendiamo la mappa.

Si entra in città attraverso un ponte levatoio; la Porta Narbonese costituisce l’ingresso principale.

Le cinta murarie lunghe 3 km contano ben 52 torri.

All’interno l’attrazione principale è lo Chateau Comtal, il castello difeso da nove torri dove trova spazio un museo che ripercorre la storia di Carcassone dall’epoca romana; proseguiamo fino al Teatro, purtroppo chiuso al pubblico perché occupato dallo spettacolo medievale a pagamento. Bella anche la Basilica di Saint Nazaire con gli splendidi colori che riflettono le sue 20 vetrate e i due imponenti rosoni.

L’atmosfera medievale é purtroppo svilita da negozi di souvenir e ristoranti che si susseguono nelle caratteristiche stradine conferendo alla città una evidente vocazione turistica.

É d’obbligo una passeggiata nell’ampio “viale” che corre tra le due cinte murarie (les remparts), che raggiungono rispettivamente un’altezza di 17 metri – quella interna, gallo-romana, con il paramento in pietra e mattoni – e di circa 10 metri quella medievale più esterna, offrendo una splendida vista sulla città nuova.

Uscendo dalla città medievale percorriamo Rue Gustave Nadaud per raggiungere Pont Vieux, esclusivamente pedonale, da dove si può ammirare l’esterno delle mura della Cité. Torniamo al parcheggio. Per uscire bisogna pagare alle casse automatiche. La sosta é gratuita entro 30 minuti, poi costa 1 euro ogni 15 minuti (quindi paghiamo circa 6 euro per un paio di ore).

Rientriamo al ns alloggio e ci rilassiamo in piscina.

In serata andiamo a Gruissan un piccolo centro tra le saline e il mare di circa 4000 abitanti raggiungibile in 20 minuti da Narbona.

Parcheggiamo l’auto e saliamo verso le rovine della torre Barbarossa per ammirare una vista strepitosa a 360 gradi: il quartiere balneare Gruissan, il Porto rive droite e il Porto rive gauche Mateille, la spiaggia artificiale del Grazel, quella degli chalets sur Pilotis (su pilastri).

Dopo aver fatto tappa al supermercato, rientriamo in hotel a preparare i bagagli.

Settimo giorno

Oggi si riparte in direzione Principato di Andorra nei Pirenei. Facciamo tappa a Llivia, un paesino o meglio un piccolo stato catalano indipendente tra i confini francesi. Mangiamo qualcosa e prendiamo un caffè. É interessante sentir parlare spagnolo nei Pirenei francesi.

Arriviamo alla frontiera e per fortuna non c’é fila. Entriamo nel Tunnel de Envalira, che collega Soldeu con Pas de la Casa evitando il colle d’Envalira (2.409 m), e paghiamo 6,60 euro all’uscita. Conviene prenderlo perché si accorcia di molto e si evitano innumerevoli curve.

Entrando dal lato francese, per raggiungere Andorra la capitale più alta d’Europa (1013 mt), attraversiamo quasi tutto il Principato.

Arriviamo al ns Hotel “Màgic Andorra” intorno alle 15. Parcheggiamo l’auto nel loro garage (18 euro al giorno ma qui tutti i parcheggi di pagano e non meno di 2,50 euro a ora). La ns camera é al 4 piano ed affaccia proprio sul fiume Valira e sul Puente de Paris.

Ci diamo una rinfrescata e usciamo a fare un giro in città.

Qui la lingua ufficiale è il catalano ma si parla spagnolo, francese e portoghese. Gli abitanti sono circa 23 mila (88 mila in tutto il Principato).

Nella Plaça de la Rotonda, di fronte al ns Hotel, c’é la Noblesse du Temps, splendida e particolare scultura di un orologio ad opera di Salvador Dalì. Da ogni parte ci sono negozi, centri commerciali e soprattutto duty free.

A cena scegliamo la Pizzeria La Piazza e dopo cena andiamo a fare una passeggiata verso il parco. É pieno di gente e la serata é molto calda.

Ottavo giorno

Dopo una sostanziosa colazione andiamo a visitare il Barrio di Andorra.

Ci dirigiamo verso la Casa de Val, un tempo casa familiare e oggi sede del Parlamento; la Chiesa di Santa Coloma, in stile preromanico ma con diversi elementi ricostruiti in stile differente, conserva al suo interno la meravigliosa icona in legno del XII secolo della Madonna della Misericordia. l’antica Eglesia de Sant Esteve, chiesa romanica costruita tra l’XI e il XII secolo.

Quindi facciamo un giro per i negozi e dopo aver pranzato rientriamo in hotel per sistemarci. Verso le 14 prendiamo auto in direzione Canillo. Dopo una 30 minuti siamo sulla Roc De Quer e sul fantastica passerella sospesa del Mirador a 1913 mt di altezza. C’é un bel vento che si incanala nella valle e si può ammirare un panorama mozzafiato tra le montagne dei Pirenei.

Rientriamo in hotel e ci riposiamo perché in serata ci aspetta lo spettacolo “Stellar” del Cirque du Soleil.

Lo spettacolo inizia alle 21,30 quindi abbiamo tempo di cenare al Ristorante Au Plat lungo il passeggio del fiume, di fronte al Parco Centrale.

La serata é piacevole e lo spettacolo strepitoso e indimenticabile.

Nono giorno

Sveglia presto e partenza da Andorra alle 8,30 perché in tarda mattinata dobbiamo essere a Girona. Usciamo dal Principato e alla Dogana si passa velocemente. Arriviamo in autostrada e paghiamo l’accesso (circa 10 euro).

Alle 12 siamo alla Stazione di Girona e lasciamo l’auto al parcheggio.  Camminiamo lungo Carrer Barcellona e in 10 minuti siamo all’Hotel Peninsular.

Sono le 14.30 e si parte alla scoperta di Girona. Prima tappa in centro a mangiare qualcosa.

Attraversiamo il Ponte vecchio e passeggiamo sulla Rambla de la Libertat. É pieno di ristoranti ma ci sembrano troppo turistico quindi proseguiamo fino a Carrer de la corte Reial e scegliamo il ristorante “Brots de Vi” . Non restiamo delusi da una cucina tipica rivisitata ed un servizio efficiente.

Dopo esserci rifocillati ci dirigiamo verso il quartiere ebraico, cd. Call, uno dei ghetti ebraici meglio conservati d’Europa e visitiamo i Bagni arabi (ingresso 2 euro). Questa singolare costruzione romanica ispirata ai bagni romani risale al XII secolo, presenta elementi architettonici tipicamente orientali.

Come nella migliore tradizione dei bagni termali, c’erano tre spazi che corrispondevano alle acque calde, tiepide e fredde. Un forno contribuiva a scaldare le acque dei bagni pubblici.

L’ingresso presenta un lucernario con l’alta cupola, dalla quale i raggi del sole scivolano sulle colonne della piscina ottogonale e illuminano i bagni.

Oltre l’ingresso c’è la sala dell’apoditerium: lo spogliatoio conserva una piscina ottagonale. Poco dopo, si accede al frigidarium, o sala fredda, e successivamente si arriva al tepidarium, o sala tiepida. Ultima sala è il caldarium,  la sala destinata ai bagni caldi di vapore.
Ci dirigiamo di fronte alla scalinata della chiesa di Sant Feliu dove si trova la Lleona, una statua di pietra, di origine medievale, che raffigura una leonessa su una piccola colonna, tanto cara ai Gironesi perché simbolo di fortuna baciarle il sedere, e prendiamo una bibita ad un bar.

Raggiungiamo il Ponte de Sant Felieu, uno dei quattro ponti di Girona e proseguiamo fino al Pont de Sant Augusti dove si ammira una splendida vista delle Cases Penjades (un tempo abitate da pescatori e che ora ospitano in gran parte negozi e ristoranti) che si riflettono sul fiume Onyar.

Torniamo a riposarci in hotel e verso le 20.30 andiamo a cena di nuovo da Brat de vie. Il sole tramonta alle 21,30 ed é bellissimo passeggiare lungo il centro pieno di locali. É una città molto tranquilla e i locali sono aperti fino a tarda sera.

Decimo giorno

Dopo una bella colazione ci dirigiamo sopra le mura antiche attraversando tutta la parte vecchia. Il circuito dei camminamenti murari, da cui si ha un panorama unico della città, permette di seguire le mura medievali che proteggevano i vari quartieri. Molto bello il Passeig Arquelògic giardini ai piedi dei bastioni.

Raggiungiamo la scalinata della Cattedrale e prendiamo un caffè in piazza, poi visitiamo il mercatino lungo il fiume e proseguiamo verso Piazza di Indipendenza. Circondata da portici in stile neoclassico, è molto frequentata anche per i suoi molteplici ristoranti. Al centro si trova il monumento ai difensori della città.

Tornando verso la Rambla prendiamo una macedonia di frutta fresca e uno smoothie e ci fermiamo in Piazza d’oil. Nel pomeriggio andiamo a fare shopping tra i numerosi negozi lungo il percorso che va da Carrer de la Barca fino a Carrer d’Emili Grahit.

In serata dopo cena facciamo un ultimo giro tra le strade del centro e, dopo aver preso un favoloso gelato al latte di pecora km 0 alla gelateria La Recuiteria, torniamo in piazza della Indipendenza molto movimentata anche di sera.

Undicesimo giorno

Si riparte. Il nostro volo per Pescara parte alle ore 12.20. L’aeroporto di Girona é essenziale ma ben organizzato e anche la compagnia Ryanair si rivela molto efficiente.

Considerazioni finali:

– Figures imperdibile se vi piace il grande Dalí. Molto carino il centro

– Cadaques sembra un quadro dipinto da qualsiasi angolo la si ammiri, mi ci sarei fermata almeno una notte !

– Besalù paesino dove si respira aria medievale, basta mezza giornata per visitarla

– Perpignan: non mi ha colpito positivamente

– Narbona: prima colonia fondata da Roma in territorio fuori dell’Italia, mi ha ricordato Asterix e Obelix. Particolari le case sui canali, peccato x i musei e negozi che chiudono alle 18 anche se é estate

– Carcassonne: sembra più un centro commerciale tra negozi di souvenir e ristoranti

– Andorra : la più piccola città-stato, pulita, curata e meravigliosamente avvolta tra le montagne.

– Girona: storica e suggestiva, con le sue coloratissime Cases de Rio sul fiume Onayr e un bellissimo centro storico dove si mangia bene dappertutto

Mi sembra incredibile che questo viaggio di 10 giorni ci ha portato – attraversando tre Stati, decine di borghi e città, e ancora mare, montagna, collina e vigneti – a percorrere circa 1300 km con solo un bagaglio a mano! Vuol dire che sono migliorata…

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