Messico 🇲🇽

Un viaggio indimenticabile di 15 gg nella terra dei Maya, tra siti archelogici, spiaggie bianchissime, mare sempre caldo, natura incontaminata e i forti sapori della cucina yucateca.

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Periodo: gennaio 

Desiderosa da sempre di visitare i Caraibi in pieno inverno, partiamo da Roma Fiumicino con la compagnia Blue Panorama. Il volo è diretto, circa 12 ore, e il servizio sull’aereo è stato molto buono. Alle 16 ora locale atterriamo all’aeroporto di Cancun, ritiriamo i bagagli e sbrigate le pratiche doganali velocemente ci dirigiamo all’uscita dove ci attende un operatore della Universo Cancun che ci accompagna al taxi prenotato direttamente con i proprietari dell’Hotel Fiesta Banana. Dopo circa 40 minuti siamo a Playa del Carmen.

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L’Hotel Fiesta Banana si trova sulla Calle 32-34 proprio all’inizio della strada pedonale 5 Avenida. I proprietari Giovanna, Roberto e Matteo sono italiani e alla reception c’è la simpaticissima Sara che ci è stata di notevole aiuto dandoci molti consigli per il nostro soggiorno a Playa. La stanza è la deluxe plus, fornita di ogni comfort, con balcone che affaccia sulla Quinta Avenida.

Ci sistemiamo e usciamo per la cena. Ci fermiamo al ristorante Molusko e …com’è piccolo il mondo: il proprietario del ristorante, Luca, è nato proprio nella nostra città! Mangiamo le nostre prime tacos a base di pesce, semplicemente favolose, e beviamo la nostra prima tequila! Il fuso si fa sentire e quindi andiamo subito a dormire.

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Giorno 2: Meravigliosa spiaggia
La mattina successiva, dopo una piacevole colazione sulla terrazza coperta al primo piano, ci prepariamo per la nostra prima giornata di mare e relax.

Alla reception prendiamo il coupon per lo sconto del 50% al Mamita’s beach club, 5 minuti a piedi. Il costo per due lettini con ombrellone è di soli 45 pesos (circa 3 euro).

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La giornata é stupenda, il sole brucia ma per fortuna c’é qualche nuvola che va e viene.  Il colore del mare è unico, la temperatura dell’acqua é perfetta e la spiaggia ha sabbia fine e così bianca che quasi ti acceca.

Pranziamo a base di pesce al Cool e verso le 16,30 rientriamo al ns hotel. Alla destra dell’Hotel c’è l’agenzia Caribe Viaggi, gestita sempre dai proprietari e prenotiamo le nostre escursioni.
La sera usciamo a cena in uno dei tanti ristorantini di Playa del Carmen e poi una piacevole passeggiata sulla Quinta Avenida tra luci e decorazioni natalizie!

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Giorno 3: Escursione a Chichen Itza, Cenote Ikil, Valladolid

Oggi si parte per la nostra escursione con pick up davanti al nostro hotel alle 7.50. Facciamo una sosta in un bar/ristorante a Tulum e alle 11 circa arriviamo al sito archeologico più importante della penisola dello Yucatan, Chichen Itza (Maya: Chi’ch’èen Ìitsha ‘) e la visita guidata dura circa 2 ore.

La zona archeologica di Chichén Itzá è nella Lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO nel 1988 e nel 2007 è stato riconosciuto come una delle nuove meraviglie del mondo, un’iniziativa privata senza il supporto di Unesco, ma con il riconoscimento di milioni di elettori in tutto il mondo. La piramide principale, El Castillo, non è più aperta al pubblico da circa 5 anni, ma comunque essere ai piedi del Dio Maya, Kukulcan, è strepitoso.

Dopo aver acquistato qualche souvenirs andiamo a pranzo a buffet in un caratteristico ristorante; le bevande non sono comprese ma è divertente il servizio dei camerieri che in abiti tipici le servono in equilibrio sulla testa e ballando i tipici balli Yucatechi.

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Nel pomeriggio facciamo tappa al Cenote Ikil, al di fuori di Pisté. E’ circondato da piante esotiche e piccole cascate e vi si accede da una scalinata. L’acqua è incredibilmente fredda ma di una limpidezza unica.

Prima di rientrare raggiungiamo il centro di Valladolid, la seconda città coloniale dello Yucatan, fondata nel 1595. Molto curati i giardini della piazza principale. Rientro a Playa del Carmine intorno alle 18.

A cena andiamo al “El Carnicero” sulla 5 Av. e gustiamo due ottime tagliate di carne con verdure e patate. Prima di rientrare in hotel facciamo una bella e lunga passeggiata sulla Quinta Av.

Giorno 3: relax al mare
La giornata successiva ci rilassiamo al mare, trascorrendo una intera giornata sulla splendida e bianca spiaggia di Playa del Carmen.

Giorno 4: Biosfera di Sian Khaan

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Oggi si va alla riserva naturale di Sian ka’an che per i Maya era “la porta per il paradiso”.

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Il tour ci costa 70 euro totali, pranzo incluso, (poi bisogna pagare 25 pesos a testa di tassa ingresso area protetta) e prevede il trasporto in pulmino con A/C e giro in barca di circa 3 ore nella laguna, tra mangrovie, cicogne, aironi, pellicani, fregate e aquile pescatrici e snorkeling nella barriera corallina. Tra coloratissimi pesci avvistiamo anche una manta mimetizzata sul fondale.

Poi ci dirigiamo verso le tartarughe marine e i delfini che nuotano indisturbati in questo paradiso tropicale.

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Quindi pranziamo in un ristorante sulla spiaggia. Rientriamo a Playa intorno alle 19. E’ stata una giornata fantastica e siamo stati molto fortunati ad avere come guida Alessio, un ragazzo italiano che ci ha spiegato tantissime cose e della riserva e degli animali che la abitano, oltre a darci molte dritte e informazioni generali sugli usi nel Quintana Roo.

Siamo molto stanchi ma dopo esserci riposati usciamo a fare una passeggiata. A cena andiamo al Molusko perché Nik sente il bisogno di mangiare un bel piatto di spaghetti allo scoglio (e che piatto… gli spaghetti nemmeno si vedevano per tanti frutti di mare!).

Giorno 5: Sotto la pioggia di Playa del Carmen

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Ci svegliamo con la pioggia ma decidiamo comunque di uscire e fare un giro tra i negozi per acquistare souvenir.

Pranziamo al ristorante tipico “Las Mananitas” sulla 5 Av. e nel pomeriggio, visto che ha smesso di piovere, facciamo una lunga e piacevole passeggiata sulla spiaggia Playcar e per fortuna riusciamo a rientrare in hotel in tempo prima che ricominci a piovere.

Giorno 6: Escursione nella giungla Maya e visita a Coba.

La nostra escursione comincia alle 8. Prima tappa a Tulum per la colazione quindi direzione villaggio maya. Solo noi andremo nella Giungla Maya mentre gli altri proseguiranno per la visita di Tulum e poi torneranno a prenderci.

Arrivati al villaggio ci aspetta la nostra guida e dopo averci fornito l’attrezzatura adeguata attraversiamo con la canoa il lago per raggiungere l’altra sponda e camminare fino al punto in cui ammirare le scimmie urlatrici, quindi proseguiamo a piedi nel mezzo della giungla e infine con la zip line torniamo al punto in cui attraversare il lago con la canoa, quindi dritti verso il cenote ma prima si svolge la cerimonia maya di purificazione e lo sciamano ci offre da bere una miscela di erbe e miele.

Il cenote è buio, stretto e profondo e mentre Nik scende con l’imbracatura io preferisco filmarlo dall’alto. Alle 14,30 torna il pullmino e ci dirigiamo al ristorante vicino al lago popolato da coccodrilli…e ci rendiamo conto che è lo stesso lago che abbiamo attraversato qualche ora prima in canoa!

Nel pomeriggio visitiamo il sito archeologico di Coba con guida in italiano.

Coba era una città dell’impero Maya che nel suo periodo di massimo splendore aveva una popolazione di circa 50.000 abitanti e una superficie di ottanta chilometri quadrati. La maggior parte delle città è stata costruita a metà del periodo classico della civiltà Maya, tra 500 e 900 dC ed ebbe diversi templi. Tra il 200 e il 600 dC, la città di Coba sembra aver esercitato un ampio controllo del territorio, che avrebbe portato a dominare il nord dello stato di Quintana Roo e anche porzioni orientale della penisola dello Yucatan. Prendiamo una bici lisciò per 100 pesos visto che c’è molto da camminare
Prima tappa è il Tempio de las Iglesias, un’enorme piramide dalla cui cima si ha una bella visuale su tutto il sito archeologico.

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La grande piramide è l’edificio maya più alto dello Yucatan settentrionale.
La piramide, alta 42 metri con ben 120 gradoni da salire non in buone condizioni e molto ripidi, è immersa nella rigogliosa jungla yucateca. Raggiungiamo la cima e dopo tanta fatica ammiriamo uno stupendo panorama a 360 gradi.

Poco lontano visitiamo il juego de la pelota, ben restaurato e infine la grande piramide di Nohoch Muul. Sulla porta del tempio situato in cima ci sono scolpiti due dei discendenti, risalente al periodo 1100-1450.

Giorno 7: Spiaggia di Akumal…il  paradiso è qui!

Ci dirigiamo verso Calle 2 per prendere il “collectivos” in direzione Akumal (30 pesos a persona). Dopo circa 20 minuti ci ferma sulla Carretera federal e attraversato il ponte percorriamo 300 mt a piedi prima di essere sulla spiaggia.

Dopo un buon espresso ci sistemiamo sui lettini del Moon Rise (130 pesos per tutta la giornata con una bibita inclusa).

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Nella lingua Maya, Akumal significa “rifugio per le tartarughe”. Per accedere alla spiaggia, Baia Mezza Luna (Half Moon Bay), non si paga nessun ingresso e per vedere le tartarughe non è necessario un tour o una guida perchè le tartarughe nuotano vicinissime alla riva e bastano una maschera e il boccaglio, dopo al massimo 5 minuti in acqua se ne può incontrare una adagiata al fondale che mangia o sporge la testa a fior d’acqua per poi reimmergersi.

Peccato che la giornata sia un po’ ventilata e il mare non molto calmo. Mangiamo ottime tacos di pescado al ristorante sul mare e facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia.

Rientriamo intorno alle 17 e il colectivos ci lascia a lato del ristorante maya Xulaam, e cosa vediamo appollaiati sui tronchi di albero? Coloratissimi pappagalli Ara nelle tonalità rosso, verde e giallo e poi c’è Pablo che dice anche “Ola”! Poi i pappagalli cenerino verde pistacchio e il cacatuide bianco con la cresta sulla testa. Decidiamo che la nostra cena sarà allo Xuluum ed infatti la scelta è stata perfetta. Ambiente molto accogliente e rilassante, c’è una ragazza che prepara le tacos al momento come vuole la tradizione maya e anche l’arrosto è cucinato all’aperto. Assistiamo alla preparazione del caffè maya, un vero spettacolo ma preferiamo terminare la cena con un favoloso dolce. Prima di andare via il manager ci porta Pablo e lo poggia sul braccio di Nik per fare delle foto…sembrava più piccolo da lontano, mordicchia il braccio ma è stupendo.

Giorno 8: Rovine Maya di Tulum a picco sul mare

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Prendiamo il colectivos e dopo circa 40 minuti siamo alle rovine maya di Tulum (30 pesos a persona). Il biglietto di ingresso al sito costa 57 pesos a persona (circa 9 euro).

Tulum è un importante complesso archeologico Maya. La sua particolare posizione ne aveva in precedenza decretato la fortuna facendola diventare una importante scalo commerciale di prodotti quali pesce, miele, sale, ossidiana e piume di quetzal, ma fu anche per questo la prima città Maya ad essere avvistata dagli spagnoli nel 1517. La città ricevette il nome dagli antichi Maya e, anche se le iscrizioni che sono state trovate risalgono al 564, la maggior parte degli edifici che vediamo oggi sono stati costruiti nel periodo post classico della civiltà Maya, tra il 1200 e il 1450. Ritrovamenti archeologici testimoniano che venivano fatti sacrifici umani.

El Castillo, che si erge in prossimità di una piccola insenatura, è l’edificio più importante di Tulum: da lì, infatti, era possibile dominare il mare e vedere la vicina isola Cozumel. Anche se non é possibile accedere nelle stanze interne, dalla base del maestoso El Castillo c’é un panorama mozzafiato sul promontorio a picco sul mare con un incredibile contrasto di colori: il bianco immacolato della sabbia, il verde brillante della vegetazione caraibica, il turchese intenso di un mare che non teme confronti. Non é stato possibile raggiungere attraverso la scalinata in legno la famosa Playa Paraiso per via della marea, ma la vista dall’alto rende l’atmosfera indimenticabile.

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Accanto a El Castillo c’é il Tempio del Dio Discendente, ben conservato e sul cui frontone si nota una delle divinità care al popolo maya, “il dio sole che tramonta” raffigurato a testa in giù. Quindi il Tempio degli affreschi che rappresenta l’edificio più importante con gli affreschi delle divinità Maya di cielo, pioggia, luna e fertilità.

Su ogni roccia si vedono iguane che prendono il sole e sembrano essere le guardiane del sito archeologico!
Raggiungiamo la spiaggia bianca e ventosa di Tulum e facciamo delle foto.

Ci fermiamo a prender un cafè espresso e riprendiamo il collectivos per Playa del Carmen. Sono le 13 e prima di andare in spiaggia a rilassarci ci fermiamo a mangiare un piatto di tacos a Las Mananitas.

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Giorno 9: Ritorno ad Half Moon Bay

Decidiamo di tornare alla spiaggia di Akumal e trascorriamo tutta la giornata in questo meraviglioso paradiso. La giornata è perfetta per fare snorkeling e riusciamo a nuotare tra bellissime tartarughe giganti. Questo posto resterà per sempre impresso nella nostra mente.

 

Giorno 10 : si va a Isla de Cozumel!

Ma ve lo racconto in un altro diario 📔 …

 

Giorno 14: Si torna a casa…

Alle 11 c’è il traghetto per Playa e alle 13,30 il nostro taxi ci aspetta all’Hotel Banana. Abbiamo il tempo per andare a mangiare qualcosa al ristorante del ns amico Luca e tornare all’hotel per riprendere il bagagli è salutare la Sara…poi via all’areoporto.

Ricordatevi di mantenere dei contanti perché prima del check-in dovrete pagare la tassa di uscita dal paese: dipende dalla compagnia aerea, noi abbiamo pagato 45 euro a testa.

L’aereo purtroppo partirà in ritardo per causa della dogana messicana che effettua controllo sull’aereo con cani antidroga e arriveremo in Italia con un ritardo di circa 2 ore. Ma poco importa perché il Messico ha lasciato in noi tanti bei ricordi e sfrutto la metà delle ore di volo per buttare giù due righe del mio diario.

 

 

Considerazioni finali: 

Avevo grandi aspettative del Messico e soprattutto del viaggio invernale nel mar dei Caraibi e sono state pienamente soddisfatte.

Lo Yucatàn e tutti i luoghi che ho visitato sono non solo meravigliosi ma autentici, la gente del posto é gentile e sempre sorridente, la cucina é saporita, il mare incredibilmente turchese insomma dopo essere ripartita e mentre scrivo questo diario si é sviluppato in me un grande desiderio di tornare in questo posto meraviglioso!

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