Diario di viaggio: Portogallo 🇵🇹

Un viaggio inaspettato scoprendo il fascino di Lisbona, l’unicità dell’Algarve e infine i paesaggi mozzafiato dell’Isla de Sao Miguel (Azzorre).

 

 

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Periodo: dal 7 al 21 settembre 2013

Il viaggio in Portogallo é stato deciso ed organizzato quasi 6 mesi prima proprio per riuscire a visitare tre luoghi caratteristici della nazione più ad ovest d’Europa.

Il nostro volo, con la compagnia TAP, parte da Roma FCO alle ore 12,30 con arrivo a Lisbona alle ore 14,20. Dopo aver recuperato i bagagli ci dirigiamo verso Europcar per ritirare auto già prenotata on line, a cui poi aggiungiamo navigatore e assicurazione Casco. Ci viene anche dato un dispositivo collegato alla carta di credito che servirà a pagare i pedaggi ai comuni che attraverseremo.

Prendiamo l’autostrada A12 e poi la A22 direzione Burgau, 300 km a sud di Lisbona. Lungo il tragitto ammiriamo un paesaggio vasto e ricco di contrasti.

Arriviamo al nostro B&B “Salsalito” intorno alle 19. La location è fenomenale, piscina all’aperto in un immenso giardino dove passeggiare, colazione sotto un terrazzo di fronte alla piscina.

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A pochi minuti a piedi dall’alloggio si raggiunge il centro di questo piccolissimo borgo di circa 9000 abitanti, che affaccia dritto sul mare.

Situata nel comune di Vila do Bispo, Burgau è sempre stato villaggio di pescatori, ma ora vive quasi interamente di turismo.

Da resti di mura, abitazioni e monete trovate nel luogo si pensa che la città abbia origini romane. La sua attrazione più importante è la piccola spiaggia circondata da colline che la proteggono dal forte vento, e dominata dal forte di Burgau.

GIORNO 2

Dopo aver fatto una bella colazione a bordo piscina ci dirigiamo a Lagos, 10 minuti circa da Burgau, una graziosa città storica che ha alcune delle spiagge più belle dell’Algarve.

Arrivando alla spiaggia di Praia Dona Ana, restiamo sbalorditi dallo scenario che ci si presenta… i colori delle falesie contrastano con quelle cristalline del mare e di un cielo limpido. Trascorriamo tutta la giornata in spiaggia fino a che, verso le 17, si alza la marea facendo quasi scomparire la spiaggia.

Il sole è ancora alto e decidiamo di dirigerci alla spiaggia di Meia Praia, che si estende per circa 3 km da Lagos e si raggiunge attraversando la ferrovia.

 

Per la cena optiamo per Ristorante da Gilberto dove conosciamo anche dei ragazzi svizzeri con cui trascorreremo altre serate durante il ns soggiorno in Algarve.

GIORNO 3

Raggiungiamo uno dei posti dell’Algarve che più si sono difesi dall’assalto del turismo di massa. Incastonata in un tratto di costa selvaggia, tra baie e promontori sferzati dal vento, Sagres si mostra in tutto il suo splendore.

Il fascino della cittadina è dato anche dall’aspetto aspro e trasandato del centro abitato, lontano da quello accogliente della maggior parte delle cittadine turistiche di mare.

All’estremità del capo, in cima ai 75 metri di scogliere, c’è il faro di Cabo de Sao Vicente, uno dei fari più potenti del Portogallo, una struttura rossa, sempre spazzata dal vento, che può essere vista dal mare fino ad una distanza di 50 chilometri. 

Questo tratto di costa ha alcune delle migliori onde per il surf di tutto il Portogallo, con imponenti e potenti cavalloni provenienti dall’oceano Atlantico. La posizione del promontorio, poi, con baie più o meno protette dal vento e dalle onde, permette di trovare spiagge adatte a tutti i surfisti, dai principianti ai più esperti. Infatti ne incontriamo moltissimi.

 

Nel pomeriggio raggiungiamo la lunghissima spiaggia di Salema e ci rilassiamo fino al tramonto.

GIORNO 4

Oggi siamo a Pria de Bengil, raggiungibile attraverso un percorso stretto e ripido. La spiaggia è molto piccola e restiamo giusto il tempo di un bel bagno. Poi ci spostiamo alla spiaggia di Marinha fino al tardo pomeriggio. Prima di rientrare andiamo a Portimao e facciamo una passeggiata in centro fino al belvedere con una magnifica vista sulla spiaggia.

 

A cena scegliamo la pizzeria Mamamia sul corso di Lagos.

GIORNO 5

In Algarve non si può non andare al mare e la nostra tappa di oggi è la spiaggia di Alvor dove trascorriamo una mattinata in totale relax.

Quindi ripartiamo in direzione di Villa Do Bispo alla splendida spiaggia di Zavial circondata da falesie alte e scoscese che la riparano dai forti venti. Il mare é limpido e perfetto per fare snorkeling. Di sicuro una delle spiaggia più belle dell’Algarve.

 

Per cena prenotiamo al ristorante Celeiro, ad Almadena. I prezzi non sono bassi rispetto ad altri ristoranti del posto ma si tratta di un ristorante famoso per le pietanze a base di pesce. In ogni caso il conto di 65 euro per una cena a base di pesce non ci è sembrato affatto elevato.

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GIORNO 6

Giornata ad est, verso Tavira. Percorriamo la A22 per 120 km e arriviamo all’imbarco dei traghetti. Partono ogni ora e noi riusciamo a prenderlo alle ore 10 e, in 5 minuti, siamo sull’isola di Tavira. Attraversiamo una passerella piena di locali, ristoranti e negozi di souvenir e raggiungiamo una splendida spiaggia selvaggia. L’acqua è turchese e caldissima e sembra di stare ai Caraibi. É un pó difficile riuscire a stare in acqua perché la forza del mare è strepitosa.

Pranziamo in uno dei tanti ristorantini all’aperto lungo il viale, da Zé Maria, assaporando una favolosa zuppa di crostacei.

 

Nel pomeriggio visitiamo la città di Faro.

La città vecchia, chiamata anche Vila Adentro o Cidade Velha, delimitata dalla Ria Formosa e dalla Marina, é molto pulita e ordinata.

Circondato in parte da mura antiche, vi si accede attraverso l’Arco de Vila, una delle quattro porte medioevali della città, costruito in corrispondenza dell’ingresso al castello medioevale per volere del vescovo Don Francisco Gomes do Avelar. Sulla facciata esterna si trova una nicchia con una meravigliosa statua di san Tommaso d’Aquino, patrono di Faro, che insieme al portico domina l’ingresso del centro storico.

Da qui inizia la Rua do Municipio, che conduce verso il Largo da Sé, una piazza fiancheggiata da aranci e da due eleganti edifici del Settecento: il Seminario e il Palazzo episcopale di Faro. Al centro si erge la meravigliosa cattedrale del XIII secolo, restaurata dopo il terremoto del 1755 con ricostruzioni che fondono elementi rinascimentali e barocchi. Di grande interesse è il presbiterio rivestito di azulejios, ceramiche dipinte a mano tipiche della tradizione del Portogallo.

Raggiungiamo Rua de Santo Antonio, una zona pedonale piena di ristoranti e caffetterie ma anche di molti negozi con le serrande chiuse, purtroppo per la crisi che sta attraversando il paese.

 

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Il sole è ancora alto e sulla strada per rientrare a Burgau facciamo tappa a Pera dove è aperta la Mostra delle sculture di sabbia. Il biglietto costa 8 euro a persona. Il tema dell’anno è la Musica ed infatti sono rappresentati, in circa 50 sculture create utilizzando 40 tonnellate di sabbia, tutti i personaggi che hanno fatto la storia della musica.

Uno spettacolo da non perdere se ci si trova da queste parti.

 

GIORNO 7

La settimana in Algarve è finita e partiamo per Lisbona.

Dopo aver riconsegnato l’auto all’aeroporto, prendiamo un taxi per raggiungere l’Hotel Inspira Santa Marta, situato in Rue de Santa Marta a pochi passi da l’Avenida da Liberdade.

L’Hotel è favoloso, con tutti i comfort (compresa la macchinetta caffè Nespresso) e per non parlare della super colazione!

Sono le 15 e abbiamo solo due giorni qui per visitare la città, quindi ci sistemiamo e usciamo a piedi verso il centro.

Percorrendo la famosa via alberata – Avenida da Liberdade – che collega piazza Marques de Pombal con il centro della città, raggiungiamo la Praça do Comércio, comunemente conosciuta come Terreiro do Paço, poiché qui si ergeva il Palazzo Reale Ribeira finché fu distrutto dal grande Terremoto di Lisbona del 1755.

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La fisionomia della Piazza è data da un complesso di edifici con porticati lungo tre dei suoi lati, mentre il lato sud è aperto e guarda verso il Tago. Storicamente qui arrivavano le barche dei mercanti ed era la porta di Lisbona.

Sul lato settentrionale della Piazza, dall’Arco di Trionfo, parte la Rua Augusta, la strada più importante della La Baixa.

Al centro invece la statua equestre scolpita in bronzo che rappresenta Giuseppe I, il Re portoghese che governava Lisbona durante il terremoto.

Vicino alla piazza, sulle sponde del fiume, vi è la stazione fluviale di Cais de Sodré, da dove partono le escursioni per il Tago e le barche attraversano il fiume.

A cena scegliamo il ristorante Baleal in Rua de la Madalena, con prezzi ragionevoli per pietanze a base di pesce (2 insalate di polpo e due pesci al forno 36 euro).

GIORNO 8

Oggi si va a visitare il simbolo dell’età d’oro delle scoperte portoghesi: la Torre di Belem. Raggiungiamo Plaza Da Figueira e prendiamo l’autobus 76, fermata Largo Da Princesa. Una volta scesi proseguiamo a piedi fino all’attraversamento sopraelevato.

 

La torre di Betlemme o, più correntemente, torre di Belém o “torre di San Vincenzo” è una torre fortificata situata nella freguesia di Santa Maria de Belém, nel comune di Lisbona, in Portogallo.

Dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO, rappresenta il simbolo e la memoria del ruolo importante che il Portogallo giocò nell’era delle grandi esplorazioni.

Il complesso è formato da una torre quadrangolare alta 30 metri e un baluardo poligonale su cui erano poggiati i cannoni di difesa. Ad ogni angolo ci sono le garitte che ospitavano le guardie, decorate con elementi in stile arabo. Il lato più interessante è quello rivolto a sud dove corre una ringhiera da cui si ammira una magnifica vista sul Tago. Sembra di trovarsi sulla prua di una nave in mezzo all’oceano. Sulla terrazza la scultura di pietra della Madonna del Buon Successo, nota come Vergine delle uve. All’interno si ammira la cappella, il chiostro con archi e i bunker che conservavano le munizioni e usati nei secoli anche come prigioni.

Riprendiamo l’autobus e scendiamo alla fermata del Monastero di San Geronimo. Visitiamo prima il Monumento alle scoperte, opera realizzata nel 1960, a cinquecento anni dalla morte di Enrico il Navigatore, per celebrare l’era delle scoperte realizzate dai navigatori portoghesi fra il XV ed il XVI secolo. Ai piedi del monumento è riprodotta con marmi policromi, la Rosa dei Venti, di 50 metri di diametro, che contiene al centro le rotte scoperte dai navigatori portoghesi nel XV e XVI secolo.

 

Di fronte si erge in tutta la sua imponenza il Monastero dos Jerónimos, dichiarato Patrimonio Unesco, ed importante simbolo dell’identità e della cultura portoghese.

Fatto costruire dal Re Manuele I per celebrare il ritorno del navigatore portoghese Vasco da Gama, dopo aver scoperto la rotta per l’India.

Lo stile manuelino con il quale venne edificato si caratterizza per la mescolanza di elementi decorativi del tardo gotico e motivi del rinascimento.

L’esterno dell’edificio ha più l’aspetto di una fortezza che di una chiesa con muri in pietra spessi e robusti lavorati con gli stemmi del gran capitano Gonzalo Fernández de Cordoba.

Il chiostro è probabilmente l’attrazione più stupefacente del monastero: uno dei più belli d’Europa, è di forma quadrata e misura 55 metri per lato, con due ordini di finestre bifore lungo tutti i lati. È un trionfo di decorazioni manueline, con rilievi a candelabre, medaglioni e nervature in pietra dorata di Alcantara, che si accende di splendidi riflessi color miele con la luce calda del sole.

All’interno troviamo la tomba dell’esploratore Vasco Da Gama e dello scrittore Fernando Pessoa.

 

Dopo aver pranzato al Ristorante Locanda Italiana, ci dirigiamo alla Elevator de Santa Justa, uno dei monumenti più caratteristici della Baixa, il centro storico lisboneta. I passeggeri possono salire e scendere con l’ascensore attraverso due eleganti cabine di legno con particolari di ottone. La meravigliosa vista sulla città si può ammirare da diverse angolazioni.

 

Uscendo dietro l’ascensore, si passa sulle rovine della famosa Chiesa do Carmo che distrutta dal terremoto del 1755 oggi viene usata per spettacoli di musica all’aperto, e che molti vengono ad ammirare perché attraverso gli archi, aperti ed esposti alle intemperie, delle navate gotiche, sembra di essere sospesi in cielo.

Raggiungiamo il Chiado, uno dei quartieri più tradizionali e caratteristici della città di Lisbona, elegante ed alternativo e oggi conosciuto come La Montmarte portoghese. In questa zona si riunivano gli intellettuali portoghesi della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo. Il quartiere ha dato i natali al poeta Fernando Pessoa e una sua statua si trova nei pressi del café A Brasileira.

Siamo molto stanchi ma il sole è ancora alto e decidiamo di prendere un tram per raggiungere il Miradouro de São Pedro de Alcântara, il più suggestivo tra i belvedere della città, situato nel quartiere BairroAlto. Costituito da un livello inferiore e uno superiore con graziosi giardini, fornisce una vista eccellente sulla Baixa e sull’Alfama. Inoltre una mappa, interamente in azulejos, aiuta a identificare le zone di Lisbona visibili dal miradouro.

 

Preferiamo non prendere il tram al ritorno così da camminare tra le strette viuzze. Lisbona è un sali e scendi ovunque, ma é questo che la rende cosí caratteristica.

 

Peccato aver trascorso solo due giorni e non essere riusciti a visitare anche il Castello de Sao Jorge e altri monumenti di questa meravigliosa città. Domani si prosegue la vacanza alle Isole Azzorre.

 

DAL 9° AL  15° GIORNO 

Il ns taxi è pronto a portarci all’aeroporto di Lisbona per volare alle Isole Azzorre! Il nostro volo con la compagnia SKY (sempre appartenente al gruppo TAP) parte in orario e dopo un paio di ore di volo, alle 15 (ma siamo indietro di 2 h considerata l’ora legale), arriviamo a Ponta Delgada, sull’isola di São Miguel, l’isola principale delle Azzorre (poco meno di 750 kmq). All’uscita dell’aeroporto c’è Margarida, manager del nostro alloggio, Azorean Bliss – Quinta da Abelheira.

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Dopo esserci sistemati nella camera Graziosa e aver fatto le presentazioni, ci dirigiamo in centro con l’auto affittata tramite loro.

Ponta Delgada è una città piacevole e vivace, ed è la capitale delle isole Azzorre. Qui ci sono parecchie interessanti testimonianze architettoniche, chiese, conventi ed edifici storici del periodo dal XVI al XIX secolo; il più celebre, il Forte di São Brás, fù costruito nella metà del ‘500 per difendere la città dai continui attacchi dei pirati.

 

Andiamo a mangiare da “O Marinero” al porto turistico, ma non si rivela una buona scelta (risotto ai frutti di mare troppo speziato e salato!).

GIORNO 11

Dopo una ricca colazione e interessanti informazioni da parte dei titolari dell’alloggio ci dirigiamo nella parte occidentale dell’isola e, passando per il Pico do Carvaio, raggiungiamo Caldeira das Sete Cidades, il cratere di un vulcano estinto all’interno del quale si sono formati due bellissimi laghi gemelli (Lagoa Verde e Lagoa Azul).

Il paesaggio è indescrivibile, i colori dei laghi rispecchiano il loro nome, e vicino spunta un pittoresco villaggio, tra centinaia di azalee e fitte ortensie selvatiche.

 

Le nuvole girano sempre di continuo sull’isola e quando scoprono il sole picchia davvero tanto.

GIORNO 12

Visitiamo, ad est dell’isola, l’area di Furnas con le fumarole, le emissioni di vapori, acque bollenti e impressionanti fenomeni geotermici. Al centro, a 600 metri di altezza, spicca il Lagoa do Fogo, un enorme vulcano che ospita un lago di acqua chiarissima e persino belle spiagge di sabbia bianca.

Proseguiamo fino a Caldera Velha, a Ribeira Grande, un angolo di paradiso immerso tra una vegetazione lussureggiante di felci e palme, ortensie e orchidee selvatiche. Lasciata l’auto percorriamo un sentiero ben tenuto di pietrisco rossiccio poi una passerella che porta al centro visite e gli spogliatoi, per indossare il costume e tuffarci nelle antiche pozze di acqua calda, dove si percepisce un costante odore di uovo bollito!

Qui conta soltanto il sussurro della natura che offre un’energia indescrivibile.

Nella parte più bassa, c’è la piscina più calda, le cui acque registrano una temperatura indicativa di 35 – 38 °C, una mini-jacuzzi a cielo aperto, in uno scenario romantico e naturale al 100%.

Delimitata da transenne di sicurezza, c’è la zona viva della Caldeira, in cui è vietato immergersi perché l’acqua borbotta, ma ove sostano molti visitatori ad ammirare le fumarole e gli affioramenti rocciosi di vari colori.

 

 

La successiva tappa è lo splendido Parco “Terra Nostra” dove si trovano fiori tropicali e flora tipica del nord Europa.

E’ uno dei giardini più belli che abbia mai visto. Piante, fiori, un profumo inebriante di natura pulita e ricercata. Infine, ci si può rilassare nella grande vasca di acqua termale, fatta appositamente deviare in passato, il cui colore giallo non è proprio invitante. Qui ci si perde completamente nella riflessione e nel benessere.

 

GIORNO 13

In mattinata prenotiamo un tour per il whale-watching e l’avvistamento delfini. Purtroppo è difficile avvistare le balene perché settembre non è un buon periodo ma la giornata è comunque rigenerante.

Rientrati al porto andiamo a visitare le piantagioni di ananas.

 

GIORNO 14

Oggi si va al mare…la limpidezza di queste acque non potrò mai dimenticarla.

 

 

GIORNO 15

Si parte. La vacanza é finita. Dopo due voli, da Ponta Delgada a Lisbona e da Lisbona a Roma atterriamo in Italia intorno alle 23,30… stanchi ma felici di aver visitato dei posti meravigliosi ed unici e soprattutto di aver ricevuto tanta accoglienza da un paese che sa come fare turismo!

 

 

 

Considerazioni finali:

Il Portogallo ha colto in pieno le mie aspettative: L’Algarve con le sue spiaggia e falesie, con i suoi Borghi e scogliere e poi la sua cucina che regala sapori autentici a base di pesce fresco.

Lisbona, città cosmopolita …che mostra in pieno la sua identità quale “porta” delle grandi esplorazioni.

São Miguel, un’isola che offre paesaggi verdi ed aperti, coste suggestive e frastagliate, boschi e foreste, e ancora laghi pittoreschi con colori straordinari che la rendono un paradiso terrestre.

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