Diario di viaggio: Cilento 🇮🇹

Una terra di grandi sorprese!

Periodo : 15 – 21 luglio 2018

 

Primo giorno – domenica 15

Partenza intorno alle 10 e arrivo in orario per tappa al Ristorante “A’Camionist” scelto dal programma di Chef Rubio “Camionisti in Trattoria”.

 

Pur non avendo prenotato ci trovano un tavolo all’aperto nel retro del locale allestito per circa una 40 di posti. Subito dopo aver ordinato arriva l’antipasto, poi l’attesa del primo é un po’ lunga ma essendo il ristorante pieno e la giornata domenicale ci può stare.

Riprendiamo la strada e dopo circa 20 minuti siamo a Paestum. Il parcheggio costa 3 euro, prendiamo un caffè da Alba e ci dirigiamo alla biglietteria del Museo. Il Biglietto di ingresso ai templi e al museo costa 9,50 e 0,50 la mappa.

Visitando il museo ci si rende conto della maestosità di Poseidonia. Oltre ai numerosi reperti e manufatti, da non perdere la Tomba del Tuffatore, unico esempio di pittura di età greca della Magna Grecia, un pezzo di inestimabile valore storico e artistico che simboleggia il passaggio dalla vita alla morte. 

 

                             

Paestum è stata molto probabilmente una delle più grandi città greche sulla costa del Mar Tirreno in Magna Grecia. Dopo la sua fondazione da coloni greci con il nome di Poseidonia (greco antico: Ποσειδωνία) fu conquistata dai Lucani e più tardi dai Romani. I Lucani la ribattezzarono Paistos, mentre i Romani diedero alla città il suo nome attuale.

Ci dirigiamo all’interno del sito e imponenti appaiono i tre magnifici templi dorici, che si pensa essere dedicati alla città omonima: Poseidone (nota ai romani come Nettuno), Hera e Cerere. I templi di Nettuno e di Hera si trovano uno accanto all’altro nella parte meridionale del sito, mentre il più piccolo, il tempio di Cerere è all’estremità settentrionale.

Essere al cospetto dei templi di Hera, Atena e Poseidone è come essere improvvisamente catapultati nel passato. Un’emozione indescrivibile. 

Dopo esserci rinfrescati con un gelato artigianale al gusto limoncello ci rimettiamo in marcia.

Arriviamo, passando per Agropoli e risalendo per Castellabbate, al B&B Cuore del Cilento intorno alle 18. Ci sistemiamo in camera e, infilati i costumi, ci tuffiamo in piscina.

              

Il sole é ancora alto e ci rilassiamo prima di andare a San Marco a mangiare una pizza. Facciamo poi una bella passeggiata fino al porto, l’antico Erculia che fungeva da scalo di approvvigionamento per le imbarcazioni del litorale e congiungeva le due città greche di Velia e Paestum. Quindi torniamo indietro e camminiamo fino alla spiaggia della Grotta. Sono circa le 22 e diverse persone stanno terminando la giornata al mare.

Secondo giorno – lunedì 16

Dopo una colazione a base di prodotti locali preparati dalla sig.ra Emilia ci dirigiamo a Punta Licosa verso la zona di Ogliastra. Parcheggiamo l’auto e ci dirigiamo a piedi verso il percorso che porta a Punta Licosa ma veniamo fermati dai guardiani che ci segnalano il divieto di accesso essendo proprietà privata…quindi nemmeno il passaggio a piedi é consentito se non si é autorizzati!

Decidiamo di raggiungere Baia Trentova ad Agropoli. Troviamo un parcheggio in area gratuita e scendiamo verso la spiaggia.

Nella suggestiva baia, dichiarata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità, secondo la leggenda furono trovate nelle grotte sotto la roccia trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina.

É lunedì e sono circa le 12 ma é pieno zeppo di gente. Dopo aver fatto qualche foto riprendiamo l’auto per raggiungere il centro di Agropoli.

Parcheggiata l’auto al porto ci fermiamo a prendere un caffè al Bar del Porto e dopo aver scambiato due chiacchiere con la simpatica proprietaria, nonostante il suo simpatico consiglio “che ca…o ci siete venuti a fare qua! Volete visitare il borgo con questo caldo? Ma andate al mare!”, ci dirigiamo su per il borgo. In effetti è una bella salita, ma ne vale la pena. 


La città é arroccata sul mare, e deve il suo nome (greco akropolis, ovvero “città alta“) al promontorio che domina la parte meridionale del golfo di Salerno.

Al centro antico vi si accede da una serie di caratteristiche gradinate che portano alla grande Porta e da lì, risalendo per vie e viuzze, si giunge al castello. Il castello, a pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti. La vista da qui sul golfo di Salerno é fenomenale.

Dal lato opposto al Castello c’é un magnifico panorama sul porto e la roccia che cade a picco sul mare crea dei contrasti di colore magnifici.

Dopo aver mangiato qualcosa rientriamo al B&B e ci rilassiamo in piscina.

Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo a Castellabate, borgo caratteristico a strapiombo sul mare che si sviluppa intorno alle mura del “Castello dell’abate”, fondato nel 1123 dall’abate Costabile e completato dal suo successore Simeone, con lo scopo di proteggere la popolazione locale dedita a fiorenti traffici via mare da eventuali attacchi da parte dei Saraceni.

Il paese é conosciuto soprattutto per essere stato il set del film “Benvenuti al sud”. Parcheggiata l’auto in centro ci dirigiamo verso il piazzale sottostante il Castello dell’Abate da dove si ammira una vista strepitosa su Santa Maria.

Proseguiamo per Piazza Perrotti che ospita l’omonimo palazzo del XII secolo. Qui soggiornò, nella notte tra l’11 e il 12 novembre del 1811, il re francese Gioacchino Murat. In quell’occasione il re esclamò: “Qui non si muore”, probabilmente riferendosi al clima mite del territorio di Castellabate.

Purtroppo comincia a piovigginare ma si può passeggiare tra i caratteristici vicoletti, le scale in pietra ed un incastro di case di questo bellissimo borgo. Arriviamo nel cuore del centro storico, Piazza X Ottobre 1123 , “famosa” piazza dove si trova il Bar “La Piazzetta” che fu usato nel film come location dell’Ufficio postale, e da cui si può ammirare un bellissimo panorama della vallata dell’Annunziata.

Sono quasi le 20 e raggiungiamo il belvedere di San Costabile, che rappresenta anche l’ingresso più noto del borgo, affascinante all’ora del tramonto e nonostante il tempo non sia dei migliori, riusciamo ad intravedere lo spettacolo della luce del sole che divide a metà il cielo dal mare. Torniamo verso la piazzetta e ci fermiamo a cenare al Ristorante Caicco. I prezzi dei ristoranti qui sono più o meno tutti più alti rispetto ad altre località intorno ma ci può stare.

Prima di tornare a riprendere l’auto visitiamo il l’interno del Castello dell’Abate (biglietto 1 euro) con diversi reperti archeologici e un percorso sotterraneo fatto di cunicoli segreti che pare conducessero alle marine di Santa Maria e San Marco, ovviamente ne abbiamo percorso un breve tratto perché senza luce era impegnativo attraversarlo.

Terzo giorno – martedì 17 


Ci dirigiamo verso l’area marina di Santa Maria frazione di Castellabbate, un tratto del litorale cilentano assolutamente meraviglioso.


Varie le calette rocciose che si affacciano su un mare cristallino. Tempo nuvoloso ma molto caldo. Parcheggiamo l’auto in piazza e ci dirigiamo verso il lungomare Perrotti con la Torre e una spiaggia affollata. Qui si sono svolte le scene finali del film “Benvenuti al sud” dove Siani si dichiara alla sua collega e dove Bisio si riappacifica con la moglie durante la sagra del paese, con tanto di fuochi d’artificio sul mare.

Proseguiamo per il Belvedere di San Costabile, una terrazza a picco sul mare con una superba vista sulle frazioni marine, sul litorale di Santa Maria e sull’isolotto di Licosa, conosciuta per il mito delle sirene.

La location più bella e suggestiva, resta però il vecchio porticciolo de “Le Gatte“, una costruzione del XII secolo che si presenta con delle antichissime arcate dove in passato veniva stoccata la mercanzia giunta tramite le imbarcazioni. Nonostante l’aspetto davvero trasandato Le Gatte cattura chiunque per il suo fascino da “porto piratesco”.

Il ristorante Le Gatte si trova sotto le antiche arcate di pietra, in un’atmosfera romantica e spettacolare al tempo stesso, con vista sul porticciolo e sulle vecchie barche dei pescatori. Quì si è svolta la divertente scena della cena fra colleghi, in cui Bisio apprende l’ABC della parlata del sud.

Proseguiamo verso il corso Matarazzo fino alla Villa omonima di epoca ottocentesca, che ospita mostre ed eventi.

Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo alla spiaggia di Ogliastro Marina (U’ Gliastro in cilentano) una frazione del comune di Castellabbate,  scelta dalle tartarughe marine Caretta caretta per depositare le proprie uova.

L’arenile della spiaggia si presenta stretto e lungo, composto da sabbia fine di colorazione chiara e circondato da una profumata macchia mediterranea. Tanti i servizi e le strutture ricettive. Oltrepassiamo la foce del Rio Arena e un lido attrezzato e trascorriamo un paio di ore sulla spiaggia, vicino alla torre dell’Arena, detta anche torre delle Ripe Rosse, una vedetta di avvistamento realizzata alla fine del 1592.

Rientrati al B&B ci rilassiamo in piscina e poi usciamo a cena a Santa Maria al Ristorante Il Cantuccio, in piazza. Facciamo una passeggiata per digerire e rientriamo a preparare i bagagli perché domani si prosegue un po’ più a sud.

Quarto giorno – mercoledì 18

Oggi si va in direzione di San Giovanni a Piro facendo tappa a Palinuro. Prendiamo la statale in direzione Agropoli per evitare la litoranea. Il percorso, di circa 1 ora, tra le montagne e le valli cilentane, é assolutamente incredibile. La strada prosegue lungo il corso del fiume Mingardo ammirando un paesaggio davvero incredibile. Per fortuna sono le 11.30 e non c’é molto traffico.

Arrivati al porto di Palinuro purtroppo nessuna barca parte perché il mare non lo consente – nonostante non appaia molto agitato – e parcheggiata l’auto vicino l’entrata del centro storico andiamo a prendere un caffè e parlando con la titolare scopriamo che ieri un ragazzo di 19 anni é morto in mare e stanno cercando di recuperare il corpo.

Chiediamo informazioni al turist information e ci dirigiamo verso L’arco, dopo la Spiaggia della Marinella.

Percorrendo la ex SS 562, in corrispondenza dell’incrocio che permette di imboccare la strada per Marina di Camerota, ci dirigiamo in località Palorcio, parcheggiamo l’auto in un parcheggio a pagamento e ci dirigiamo verso la spiaggia dell’arco.
(Si potrebbe anche arrivare con l’auto al parcheggio antistante la spiaggia del Mingardo, prima del ponticello, ma la strada per arrivare é totalmente sterrata e ad una sola corsia).

Questa scultura della natura alla foce del Mingardo é molto particolare. La spiaggia di sassi grossi non è comodissima, ma lo spettacolo naturale è affascinante e i colori dell’acqua davvero unici .

Restiamo fino alle 16 e ripartiamo per San Giovanni a Piro. Arrivati alla Tenuta Terre di Bosco ci sistemiamo in camera e trascorriamo il pomeriggio in piscina in una location incredibile. Siamo alle pendici del Monte Bulgaria, definita dagli abitanti “la leonessa addormentata”, e con vista panoramica sul golfo di Policastro. Uno spettacolo unico.

La sera ceniamo al ristorante con terrazza all’aperto panoramica e restiamo soddisfatti della cena e ovviamente della location immersa tra gli ulivi dove gli unici rumori sono i suoni delle cicale e delle campane dei bovini e ovini al pascolo.

Quinto giorno – venerdì 19

                   

Dopo una bella e corposa colazione in giardino raggiungiamo Scario e ci fermiamo al supermercato per acquistare bevande fresche e pizza.

Seguendo le indicazioni raggiungiamo il punto di inizio del percorso che, in circa 45 minuti attraverso il sentiero della macchia mediterranea della costa della Masseta con panchine e punti ombreggiati, porta alla spiaggia dell’acqua. Purtroppo la grotta principale da dove sgorga l’acqua é asciutta ma lo spettacolo della spiaggia ci ripaga della fatica! Trascorriamo un paio di ore in spiaggia prima di tornare alla macchina.

Siamo distrutti e rientriamo alla Tenuta per rilassarci in piscina.

Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo a Scario, uno dei paesi più caratteristici del Golfo.

Il nome deriva dal greco Skariòs, ovvero piccolo cantiere navale. Parcheggiata l’auto davanti la villa scendiamo verso il porticciolo e passeggiamo lungo la marina fino al Palazzo Bellotti ammirando il paesaggio da cartolina che appare di fronte. Si riesce anche a vedere la costa lucana e quella calabra.

Davvero un gioiellino questo piccolo borgo. Dopo aver acquistato dei souvenir rientriamo alla Tenuta e ceniamo di nuovo al ristorante dove lo chef ci delizia con le sue interessanti proposte.

Sesto giorno – venerdì 20 

Ultimo giorno di vacanza e ci organizziamo per trascorrere la giornata a Marina di Camerota, che dista circa 22 km. Percorriamo la strada panoramica e in circa 20 minuti siamo lì.

Marina di Camerota, incastonata tra promontori rocciosi a strapiombo sul mare, ai piedi di colline disseminate da antiche torri difensive e da estesi uliveti secolari, è la frazione più popolosa del Comune di Camerota.

La costa è frastagliata, ricca di grotte naturali scavate nella roccia a pelo d’acqua, e qua e là si aprono spiaggette sabbiose che sembrano arrivare dritte dai tropici; le spiagge più ampie ed attrezzate invece sono proprio in centro paese.

Le spiagge di Marina sono numerose (alcune sono state location di film come Gli argonuati 2 e del recente Wonder woman).

Optiamo per raggiungere in auto il parcheggio a monte del Pozzallo (5 euro tutto il giorno) e trascorrere qualche ora sulla spiaggia Lentiscelle che alterna tratti organizzati a spiaggia libera, con sabbia dorata mista a ghiaia.

Alle spalle della spiaggia c’é la grotta della Serratura, che insieme ad altre grotte risalenti al paleolitico costeggiano tutto il tratto costiero da Palinuro a Camerota.

Facciamo anche una passeggiata, percorrendo una scalinata in legno, fino alla torre dello Zancale, una tra le tante torri saracene costruite a guardia della costa, e il panorama a 360 gradi é incredibile: a destra il borgo di Marina di Camerota e a sinistra le bianche scogliere della costa degli infreschi. i colori del mare contrastano con la roccia a strapiombo assumendo gradazioni dal turchese al verde.

Restiamo in spiaggia fino al primo pomeriggio, poi riprendiamo l’auto e ci dirigiamo in centro per acquistare dei souvenir.

Rientriamo alla Tenuta e ci rilassiamo in piscina prima di prepararci per la nostra ultima cena della vacanza.

Prepariamo i bagagli perché domani si riparte.

Considerazioni finali:

Il Cilento ci ha lasciato il ricordo di una natura incontaminata e in molti tratti ancora selvaggia, di borghi abbarbicati tra i monti e porticcioli caratteristici e con un mare incredibilmente limpido, di luoghi storici e di scegliere a picco su un mare cristallino insomma una terra che sorprende davvero!

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