Isola di Cozumel … quattro giorni in paradiso!

 

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi. Sono passati molti anni dal mio viaggio in Messico, ma i ricordi di quei luoghi sono impressi nella mia mente.

La scelta di partire a gennaio fu quasi una sfida. Tutto il mondo accoglieva la profezia di quell’anno come l’ultimo per l’umanitĂ , o meglio come l’inizio di una nuova era, e allora perchĂ© non trascorrerlo nella terra dei Maya, ai piedi della piramide di Kukulcan; nella fitta giungla, dimora di scimmie urlatrici e rane velenose, serpenti e scorpioni, attraversando in canoa un lago pieno di coccodrilli, poi lanciarsi con la zipline ed infine essere purificati dallo sciamano prima di entrare nel loro cenote; nuotando con le tartarughe caretta caretta ad Half Moon Bay ad Akumal; visitando i luoghi sacri ai Maya, ammirando il panorama mozzafiato a picco sul mare dal promontorio di El Castillo di Tulum, e l’incredibile panorama sulla rigogliosa giungla yucateca a 42 metri di altezza dalla piramide di CĂłba; immergendoci nella riserva incontaminata di Sian Ka’an; facendo un tuffo nel Cenote Ikil, ed infine trascorrendo 4 gg indimenticabili sull’isola di Cozumel?

Per la prima parte del viaggio scegliamo Playa del Carmen, dove trascorriamo 10 giorni alternando spiaggia e relax ad escursioni organizzate, nei principali siti archeologici e riserve marine, e gite fai da te, utilizzando i colectivos.

Gli ultimi 4 giorni della vacanza li trascorreremo sull’Isla de Cozumel, l’isola messicana che si affaccia sul mar dei Caraibi.

La raggiungiamo in soli 40 minuti con il ferry boat dal porto di Playa del Carmen.

Il biglietto A/R si acquista sul pontile, da Ultramar, e costa 312 pesos a persona.

Il nome originale era Cozumel Ah-Cuzamil-Peten, che significa “terra delle rondini” (in effetti al centro del porto c’è una bellissima scultura che le raffigura).

Fu lo scienziato francese Jacques Cousteau a riscoprire l’isola, quasi dimenticata nonostante anni di storia e, dopo aver esplorato i suoi fondali, si sparse la voce nel mondo subacqueo di quanto incredibile fosse il reef dell’isola.

La maggior parte degli abitanti di Cozumel si concentra nella cittĂ  di San Miguel, il resto dell’isola è scarsamente popolato e ricoperto da una lussureggiante vegetazione tropicale.

L’uragano Wilma nel 2005 ha distrutto buona parte dell’isola dimezzando le spiagge che la circondavano, ma l’isola conserva ancora una bellezza intatta.

Sbarcati al porto raggiungiamo a piedi il nostro alloggio, Villa Escondida, al n. 299 della 10 Avenida.

I proprietari sono David e Magda Sihikals. Lui canadese lei yucateca hanno una casa meravigliosa con giardino, piscina, zona relax con amache e sdraio…insomma un oasi di pace. Ci sono 4 camere adibite agli ospiti e la nostra è al primo piano. La loro piccola cagnolina Cutie Pie (ovvero Uappa) ci segue ovunque.

David ci consiglia di andare a pranzo da La Chosa che è proprio di fronte a Villa Escondida. Accettiamo il consiglio ed in effetti si mangia bene e si paga poco (18 euro in due, menu di pesce), inoltre c’Ă© il free wi-fi e possiamo videochiamare la nostra famiglia in Italia stando comodamente seduti!

Decidiamo di affittare un’auto e David telefona per noi all’autonoleggio e per 150 dollari prendiamo una basic con assicurazione casco inclusa.

Partiamo alla scoperta dell’isola e ci dirigiamo verso est per ammirare scorci di paesaggio e spiagge selvagge.

Raggiungiamo la spiaggia di Chen Rio, il cui nome deriva dal fiume presente nell’entroterra: una distesa di sabbia bianca separata, dalla fitta giungla, dall’unica strada presente.

Prendiamo una bibita nell’unico locale presente, un ristorante a picco sulla scogliera che accoglie all’esterno i visitatori con una statua di Bob Marley.

 

Rientriamo a San Miguel e ci dirigiamo verso la piazza principale, plaza Juarez, dove si trova l’unica chiesa della cittĂ , l’Iglesia di San Miguel Arcangel.

Raggiungiamo Plaza del Sol che rappresenta il cuore culturale ed economico della cittadina. Circondata da negozi, bar e ristoranti, è il luogo dove gli abitanti si incontrano e i bambini giocano, e la sera si riempie di locali e turisti  che passeggiano ascoltando musica dal vivo e bevendo tequila.

Visitiamo velocemente anche il Museo dell’isola, sul lato del porto, che attraverso reperti e varie raffigurazioni testimonia la storia degli abitanti Maya.

Passeggiamo lungo i vicoli del centro, ammirando le caratteristiche abitazioni colorate e tipiche delle zone caraibiche, e ci fermiamo da Casa Denis, ristorante con cucina tipica yucateca che esiste dal 1945 (attenzione non accettano carte, solo contanti) assaporando piatti semplici e gustosi e concludendo con un buon bicchiere di tequila.

Alla scoperta della zona sud dell’isola

La colazione di Magda è incredibile: panini alla cannella, torta americana, ciambella, coloratissimo piatto di frutta – assaggieremo per la prima volta uno strano frutto a forma di stella…poi scopriremo essere la carambola – e ancora caffè, latte, succo d’arancia, yogurth, per finire con il suo famoso piatto yucateca (cioĂ© tacos con uova, fagioli, prosciutto cotto, mozzarella, pomodoro…una cosina leggera!).

E dopo questa sana e corposa colazione, si va nella parte più meridionale dell’isola, al Punta Sur National Park, un parco ecologico che include una barriera corallina, lagune, spiagge e una bassa foresta nella zona circostante.

L’ingresso costa 12 dollari e la prima tappa è nella laguna dove vivono i coccodrilli. Percorrendo un ponte in legno, si raggiunge la torre di avvistamento che, anche se non ispira molta sicurezza, consente di avere una visione completa della laguna. Dopo aver fatto un po’ di rumore eccolo che viene fuori imponente e affamato!

Tornati verso l’ingresso del parco, sulla destra c’è El Caracol, l’osservatorio maya che consentiva di prevedere l’arrivo di uragani e tempeste.

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Secondo gli studiosi i primi uomini a colonizzare Cozumel furono i Maya, nella prima metĂ  del I millennio a.C.. Questi consacrarono l’isola alla dea del parto Ixchel, e i templi che vennero edificati divennero meta di pellegrinaggio specialmente per le donne desiderose di concepire dei figli.

Ci rimettiamo in macchina per raggiungere il Faro Celarain e dopo la “fatica” di salire circa 120 gradini si viene ripagati da uno splendido panorama fatto di un mare turchese che si estende per miglia e del contrasto dato dalla spiaggia bianca e da una fitta vegetazione.

 

Dopo aver percorso qualche km a passo d’uomo lungo la strada sterrata, ci rilassiamo sulla spiaggia di El Cielo.

La spiaggia Ă© meravigliosa e selvaggia, lontana da percorsi turistici e soprattutto dalle orde di crocieristi che ogni giorno sbarcano sull’isola.

Trascorriamo il pomeriggio in totale relax tra sole e snorkeling.

Dopo essere rientrati ci rilassiamo nel giardino di Villa Escondida prima di prepararci per andare a cena fa Parilla La Mission dove ci aspetta un ottimo piatto di gamberoni alla griglia. La serata prosegue in piazza.

Chankanaab National Park

Oggi trascorreremo una giornata di relax al Parco Chankanaab, nella laguna omonima, lungo la costa sud ovest dell’isola, a 9 km dal centro di San Miguel.

 

E’ un’area naturale costituita da un corpo d’acqua comunicante tramite un tunnel sotterraneo con il mare.

Qui c’è un Giardino Botanico che ospita diverse specie di piante tropicali come orchidee, bambù e vari tipi di palma. E poi tantissime iguane che sembrano non temere affatto l’uomo.

L’ingresso costa 21 dollari a persona e comprende anche degli spettacoli nelle aree delfini, leoni marini e otarie a cui tuttavia non ho voluto assistere.

Ci sistemiamo sui lettini a lato del Ristorante Bucanero e dopo aver preso il giubbotto salvagente al dive center ci immergiamo nello splendido fondale e ammiriamo miriadi di pesci colorati e le sculture della Vergine e del Cristo.

Restiamo nel parco fino alla chiusura rilassandoci su amache poste all’ombra di gigantesche palme.

Prima di rientrare facciamo un giro in centro e ammiriamo il tramonto sul lungomare di San Miguel.

Relax a Playa Palancar

Oggi è l’ultimo giorno prima della partenza e lo trascorriamo in totale relax nella parte meridionale dell’isola, sulla spiaggia Pancalar. Fu nel 1959 che Jacques Cousteau scoprĂ­ la bellezza della barriera corallina di Palancar, la piĂą grande del continente americano, la Mesoamerican Reef, un vero e proprio tesoro sommerso.

Il posto è molto tranquillo e soprattutto con pochissime persone, e la spiaggia pullula di conchiglie giganti. Basta fare una passeggiata per incontrare solo iguane che prendono il sole e che non disdegnano di essere fotografate.

C’è un bar che affitta ombrellone e lettini. Sono presenti sulla spiaggia dei “sedili” adatti a chi non teme il sole.

Non perdiamo tempo e ci tuffiamo nello splendido mare. Lo snorkeling è spettacolare e ammiriamo tantissimi pesci.

Qui il tempo si ferma e c’Ă© solo il rumore del mare e il calore del sole. Ci godiamo gli ultimi istanti in questo paradiso che emoziona tutti i nostri sensi.

Dopo aver restituito l’auto e sbrigate le formalità torniamo a Villa Escondida e terminiamo il pomeriggio con una bella nuotata in piscina prima di sistemarci per andare a cena.

Quindi trascorriamo la serata in piazza dove è stato allestito un palco per l’inizio del Carnevale. A turno scendono dalla scalinata sul palco i concorrenti, con abiti eleganti e colorati e, dopo essersi presentati, mostrano le loro abilità a suon di balli caraibici. Vincerà il più appariscente e vi assicuro che la scelta non era per nulla facile!

 

Il rientro…purtroppo la vacanza Ă© finita!

L’indomani il nostro volo partirĂ  alle 18 circa, ma in mattinata c’Ă© il traghetto di rientro a Playa del Carmen. Abbiamo il tempo di lasciare i bagagli all’hotel Banana e salutare Sara, la simpatica receptionist italiana che ci ha dato tante dritte a Playa, andare a pranzo e infine aspettare il taxi che ci porterĂ  all’Areoporto di Cancun.

 

Considerazioni finali:

L’Isla di Cozumel e tutti i luoghi che ho visitato sono non solo meravigliosi ma autentici, la gente del posto Ă© gentile e sempre sorridente, la cucina Ă© saporita, il mare incredibilmente turchese insomma davvero un posto meraviglioso!

Ricordatevi in aeroporto di mantenere dei contanti perché prima del check-in dovrete pagare la tassa di uscita dal paese, dipende dalla compagnia aerea (noi pagammo 45 euro a testa).