Itinerari nel Molise che c’é!

Una regione sconosciuta che ha molto da offrire!

Porto di Termoli, Molo sud

Il Molise é famoso perché “non esiste”.
Con questo incipit la BBC apre un lungo reportage dedicato alla piccola regione del Sud Italia, precisando: “Beh, tecnicamente, esiste”.
É la seconda Regione più piccola d’Italia con circa 300 mila abitanti, distribuiti nelle tre città principali, Campobasso, Isernia e Termoli, e nei suoi circa 136 comuni.
I suoi paesaggi autentici, i monti, le colline e il mare, le riserve protette e i resti archeologici le hanno fatto ottenere la nomina dal NY Times come mete più belle da visitare nel 2020.


Di seguito un elenco dei luoghi che considero imperdibili:

1- ROCCHETTA AL VOLTURNO (IS)
Si compone di Rocchetta Nuova e Rocchetta Alta, quest’ultima completamente disabitata a causa delle frane. Il borgo medievale dominato dai ruderi del castello Battiloro si articola in vicoletti, piccole case in pietra, vecchie insegne delle botteghe, ma anche di silenzio, di colori e profumo dell’antico che rendono il borgo suggestivo e parte integrante del mosaico roccioso delle Mainarde e delle sorgenti del fiume Volturno, le cui acque limpide sono ricche di trote e meta di numerosi amanti della pesca da fiume.

COSA NON PERDERE:

➡️ Visitare l’area archeologica di San Vincenzo al Volturno

Comprende il complesso monumentale di San Vincenzo e l’Abbazia di San Vincenzo. L’area su cui nacque l’abbazia benedettina aveva ospitato un insediamento di epoca tardoromana.

l biglietto agli scavi costa 5 euro e comprende anche la visita con guida alla cripta di Epifanio.

➡️ Visitare le Sorgenti del Volturno
Il fiume Volturno, il maggiore corso d’acqua dell’Italia meridionale sia in termini di lunghezza (175 km) che di superficie del bacino di alimentazione (6342 km2), il secondo in raffronto alla portata media annua alla foce, ha origine nel territorio di Rocchetta a Volturno. Le acque della sorgente Capo Volturno sgorgano a circa 548 m s.l.m., con una portata media stimata in 6,6 m3/s (Regione Molise 2002), ai piedi del Monte della Rocchetta (972 m s.l.m.). É presente un area pic-nic e una fontana dove assaporare le freschi acque del Volturno.

➡️ Visitare la cascata del Volturno

Situata in località La Cartiera, é una vera esplosione di colori. Il percorso non é segnalato e un po’ accidentato, ma vale la pena avventurarsi per ammirare la bellezza della natura incontaminata.

➡️ Visitare il Museo internazionale delle Guerre Mondiali
Alle pendici della Linea Gustav, là dove rinacque l’esercito italiano (che assunse il nome di Corpo italiano di Liberazione) c’é un museo unico al mondo!
Sorto nel 2010 in un antico frantoio, il museo ripercorre la storia, non solo militare, di un periodo che ha sconvolto e cambiato il mondo, in una superficie di esposizione di oltre 900 metri quadrati.
I visitatori possono ammirare uniformi e divise originali appartenenti agli eserciti delle due guerre mondiali, nonché una “sala tecnica “ dove sono esposte oltre 150 armi delle varie forze armate del Novecento.
All’esterno dell’edificio, trovano posto il materiale e i mezzi militari di maggiori dimensioni: sono stati allestiti due splendidi hangar e altri tre sono in fase di realizzazione, ed é possibile ammirare un rarissimo aeroplano statunitense dell’immediato intervento in guerra degli Usa (1941), un camion del Regio esercito italiano della guerra d’Africa, diverse autovetture dell’Arma dei carabinieri, tre pezzi di artiglieria pesante.
Siamo stati accompagnati da uno dei fondatori, Jhonny, in un tour guidato di circa 2 ore rievocando i momenti difficili delle guerre passate e che i libri di storia non riportano.
Il museo é aperto dal martedì alla domenica. Per informazioni: info@migm.it

➡️ Fare un’escursione sul Monte Marrone (1805 mt)
Noi abbiamo contattato Simone dell’Associazione Akurunniar Trek, che ci ha fatto da guida per l’intera giornata. Il punto di incontro é Castelnuovo al Volturno, uno dei centri abitati più vicini al perimetro del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, settore molisano. Frazione di Rocchetta al Volturno, ha anche un Museo dedicato a Charles Moulin. Molto particolare è la manifestazione dell’Uomo Cervo “Gl’Cierv” che si tiene ogni anno l’ultima domenica di carnevale.
Dopo un caffè e un primo breafing ai piedi del Monte Marrone, muniti di bastoncini siamo arrivati in circa 3 ore, attraverso esemplari giganti di faggi, torrenti di neve disciolte, distese di aglio orsino – di cui é ghiotto l’orso marsicano – e ammirando il cielo tra le fessure dei rami, ai 1800 metri del Monte Marrone.
Qui gli alpini italiani combatterono con successo i tedeschi nella seconda guerra mondiale. Diversi punti raccontano la battaglia, la croce sullo sperone del Marrone è a ricordo dei combattimenti.
La natura qui é davvero incontaminata, in lontananza una mandria di cavalli che corrono liberi ai piedi del Monte Mare. Ci stendiamo sul prato ammirando il contrasto dei colori offerti dalla natura.
Raggiungiamo il rifugio di Moulin, il pittore francese che restando estasiato da questi luoghi, tra il 1911 e il 1919, decise di lasciare Parigi per rifugiarsi nel silenzio delle Mainarde.
Qui conduce un’esistenza singolare, vivendo per lunghi periodi dell’anno sulla cima sud del Monte Marrone, a quota 1755 mt., in un eremo costruito in pietra da lui stesso, volontariamente isolato, ma a completo contatto con la natura, musa ispiratrice delle sue opere e cibandosi con erbe, decotti e radici. Nel meraviglioso scenario che lo circondava il suo spirito trovava la pace.
La vista da qui é strepitosa, riusciamo per pochi minuti a vedere il Lago San Vincenzo per via delle nuvole che arrivano e poi svaniscono. É stata un’esperienza indimenticabile. Da quassù il paesaggio è vasto, lontano, ventoso.
Al ritorno, senza ripassare sulla vetta del Marrone, si prende un sentiero nel bosco, che scende direttamente al Passo della Montagnola e da questo, in direzione Nord, si attraversa tutto l’altopiano ondulato chiamato la Ferruccia (altopiano situato ad est della dorsale Monte Ferruccia-Monte Mare).

DOVE MANGIARE:

➡️ Azienda agrituristica Costantini – Rocchetta al Volturno.
Qui é possibile degustare prodotti genuini a Km 0. L’agriturismo ha un allevamento di maiali e bovini di razza Bruna Italiana (alimentati con cereali e foraggi locali) e producono formaggi e salumi che si possono poi acquistare nel loro punto vendita.

➡️ Azienda Agrituristica Coia Rosa – Via San Nicola, Castelnuovo a Volturno.
Ai piedi del massiccio delle Mainarde, greggi di pecore e capre sono monitorate e portate al pascolo; maiali, polli e conigli sono allevati esclusivamente da foraggi prodotti in azienda; gli ortaggi vengono alimentati da concimi rigorosamente naturali in modo da mantenere intatto il sapore di un tempo. L’ospite viene accolto come parte della famiglia.

DOVE DORMIRE:

B&B La Montagna Rosa – via Mainarde, 11-Castelnuovo al Volturno
La struttura gestita dalle sorelle Alessandra e Daniela Peri e i rispettivi mariti, dispone di due camere matrimoniali e di una doppia, con possibilità di aggiunta lettino.


➡️ Locanda Belvedere da Stefano – Località Pratola, Rocchetta a Volturno (IS).
Si trova tra Castelnuovo e Castel San Vincenzo sulla strada Circumlago. Ha un ristorante aperto a pranzo e cena, dove degustare i famosi ravioli scapolesi. Ci sarebbero molte cose da rivedere, ma per una notte e se non si hanno troppe pretese, può andar bene. Anche perché la location é fantastica…. tra le dolci pendici di una collinetta incastonata tra l’imponente catena montuosa delle Mainarde e l’incantevole valle del fiume Volturno.

2- SCAPOLI (IS)
Paesino a ridosso delle Mainarde e della Valle del Volturno, con un territorio ricco di bellezze naturali, che rientra nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
É famoso in tutto il mondo per essere la patria della zampogna, antico strumento a fiato prodotto ancora oggi a mano dagli artigiani scapolesi.
Nel museo di Scapoli, unico nel suo genere, è possibile ammirare zampogne prodotte in varie epoche e provenienti da tutto il mondo, oltre che una vasta documentazione iconografica e letteraria, foto d’epoca e la riproduzione di un’antica bottega artigiana.
Ogni anno la zampogna viene celebrata anche attraverso un il Festival Internazionale della Zampogna, che richiamano migliaia di appassionati musicisti e amanti della musica etnico-popolare.
Davvero unica la posizione di questo borgo e il paesaggio che appare dal belvedere della piazzetta. Ci si sente totalmente avvolti dalle montagne e immersi in una natura selvaggia.
Le origini del paese risalgono probabilmente al IX secolo, come risulterebbe da alcuni testi tra i quali il “Chronicon Vulturnense”, antico testo redatto intorno al 1130 da un monaco dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno di nome Giovanni.
Durante la seconda guerra mondiale si trovò sulla famosa “Linea Gustav” creata dai Tedeschi per impedire l’avanzamento degli alleati. Molto importante fu infatti la costituzione proprio a Scapoli del Corpo Italiano di Liberazione, protagonista di sanguinose battaglie sul vicino Monte Marrone.

COSA NON PERDERE:

➡️ Visitare il Museo Internazionale della Zampogna “P. Vecchione”
Il Museo si può raggiungere a piedi dalla piazza principale del paese seguendo il “Cammino di Ronda”, una passeggiata lungo il perimetro della fortificazione longobarda che abbraccia a 360 gradi il Centro Storico incastonato nel magnifico scenario delle Mainarde molisane con una veduta eccezionale sulla Valle del Volturno.

➡️ Visitare il lago di Castel San Vincenzo. Sito nell’omonimo comune, location ideale d’estate per un bagno rigenerante o piacevole nelle mezze stagioni per passeggiate nella natura. Le montagne che lo incorniciano si riflettono sulle sue acque creando effetti ottici incantevoli!

3- VASTOGIRARDI (IS)
É un borgo di montagna dalle antiche origini che ancora conserva sul territorio tracce evidenti del suo passato. Sorge a 1200 metri di altezza in prossimità del fiume Trigno, ai confini con l’Abruzzo.
Il centro storico è caratterizzato da antiche case e da palazzi storici, testimonianza della storia antica del Borgo. Il centro abitato è racchiuso dal verde dei boschi popolati da una flora e una fauna rigogliosissime, ma anche da numerose testimonianze archeologiche risalenti all’epoca sannitica.
Una risorsa fondamentale per Vastogirardi è il suo ambiente naturale particolarmente rigoglioso di boschi, riserve e sorgenti. Nel Bosco della Contrada San Nicola troneggiava, con la sua magnifica chioma e dall’alto dei suoi venticinque metri, “Re Fajone” (il Faggione), un antico esemplare di faggio di circa 500 anni di vita, abbattuto dal vento nel 2017.
La Riserva Naturale di Montedimezzo, Riserva MAB patrimonio dell’Unesco, fa parte delle riserve della biosfera istituite dall’UNESCO nell’ambito del Programma “Man and Biosphere”. In tutto il mondo sono presenti 329 Riserve MAB, in 82 paesi, mentre in Italia tale riconoscimento è stato concesso dall’UNESCO solo a quattro riserve tra cui Collemeluccio-Montedimezzo.

4- FORNELLI
A 10 km da Isernia c’é uno dei borghi più belli d’Italia. All’ingresso principale di Fornelli, si trova il castello che mostra ancora le caratteristiche di borgo cinto da mura; questo è dotato di torri circolari di vedetta, con la base a scarpa. Il castello è stato ristrutturato nel XVII-XVIII secolo, e si presenta piuttosto come un palazzetto fortificato, conserva due grandi torri laterali di vedetta, e un portale monumentale di accesso al borgo; si sviluppa su due livelli, il pianterreno adibito alle fornaci e il superiore per la residenza del signore. Nel 1744 vi dimorò il re di Napoli Carlo III di Borbone.
Lungo tutto il perimetro é possibile ammirare scorci incredibili di paesaggio.

5-AGNONE
Città sannita dell’alto Molise, nota ai più come storico centro di produzione delle campane con fregio pontificio (la Pontificia Fonderia Marinelli é il più antico stabilimento al mondo) ma in realtà riserva non poche sorprese al viaggiatore che si avventuri a curiosare tra i suoi vicoli.
Pare infatti che la fondazione sul colle del quartiere più antico si debba, intorno al 1100, ai veneziani e non sarebbe un caso che venga chiamato borgo veneziano.
Lo spirito combattivo dei Sanniti prima e dei veneziani dopo ha certamente alimentato la fierezza con cui gli agnonesi hanno sostenuto il passaggio della cittadina nella regione Molise allorquando il fratello di Napoleone decise di creare una novella regione (1806) separandola dall’Abruzzo.
L’eredità più apprezzabile di tanta storia vive anche nel patrimonio archivistico e bibliotecario, nel centro storico con i suoi palazzi e soprattutto nelle numerosissime chiese (se ne contano 17), veri scrigni d’arte ognuna meritevole di una visita.

6-CASTEL DEL GIUDICE
Ho visitato il borgo in occasione della Sagra della Mela che si svolge nel mese di settembre. Il paese si riempie di visitatori che dopo aver fatto una prima tappa al Meleto dell’azienda Melina, raggiungono il cuore del paese.
Parcheggiata l’auto all’entrata sud del Paese si raggiunge il piccolo centro in 5 minuti di passeggiata immersi nei profumi e nei rumori del bosco.
Si può anche lasciare la macchina al parcheggio di Borgo Tufi, un albergo diffuso che rappresenta il cuore pulsante del borgo. Non abbiamo avuto ancora modo di soggiornare qui ma é in programma!

7-ISERNIA Il centro storico è stupendo.
Partendo da Piazza della Conciliazione ci si addentra nei suoi suggestivi vicoli, dove le case si susseguono ininterrottamente e si alternano a tradizionali botteghe artigiane. Camminando si giunge in Piazza Andrea d’Isernia, meglio nota come piazza della Cattedrale per la presenza dell’omonimo edificio sacro che rappresenta uno dei migliori esempi d’architettura religiosa locale e le cui forme rimandano a quelle dei pantheon greci e romani.
Imperdibile la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in onore di Papa Celestino V. Un’elegante fonte pubblica con sei getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani di pietra calcarea bianca. Sul fondo della fontana si distinguono due blocchi di età romana con dei festoni e un’epigrafe di tipo funerario che inizia con una dedicazione agli Dèi Mani. Sul lato destro della fontana è presente una terza epigrafe, di età alto medioevale, collocata tra due teste leonine, che si riferisce alla costruzione di una fontana. La Fontana Fraterna rappresenta uno di quei monumenti sul quale sono scritti secoli di storia del territorio e non a caso è considerata dall’Enciclopedia Treccani una delle opere più significative della regione.
Poche persone (a parte gli esperti) sanno che Isernia (esattamente in località La Pineta) è stata teatro di uno tra i più importanti ritrovamenti archeologici di sempre a livello internazionale: il ricercatore Solinas, rinvenne casualmente nel 1979 del tutto casualmente le ossa dell’homo erectus (denominato appunto aeserniensis), il più antico vissuto in Europa, con tutta una serie di utensili che hanno aiutato gli studiosi a focalizzare meglio l’insediamento risalente a 700.000 anni fa in questo fazzoletto di terra e ad avere le idee più chiare sulla flora e la fauna del Quaternario. L’eccezionale rinvenimento può essere ammirato oggi nel Museo del Paleolitico della cittadina molisana. Ma che il territorio sia stato una felice area di insediamento anche in ere successive, lo dimostrano i numerosi reperti rintracciati nel Matese.

8-PESCHE (IS)
A 5 km da Isernia, arroccato lungo i ripidi pendii del monte San Marco, macchia bianca contro il verde della montagna ed il grigio delle pietre, c’è Pesche, piccolo ed antichissimo borgo sui cui tetti incombono i ruderi dell’antico castello.
Il borgo si è sviluppato in poco tempo tra la chiesa di S. Angelo e un insediamento benedettino dipendente dal monastero di S. Vincenzo, risalendo il costone del monte, in modo imponente ed originale, con torrioni, mura perimetrali e, all’interno, mini abitazioni, ora purtroppo tutti in stato di abbandono e ridotti in ruderi.
Ogni abitazione è stata costruita abbarbicata al pendio roccioso del Monte San Marco, le une sovrapposte e affiancate alle altre, quasi a terrazza, tra vicoli e piazzette che si aprono su un panorama naturale molto suggestivo.
Il castello attorno al quale si è venuto ampliando il borgo medioevale, ha rappresentato la dimora fortificata dei diversi signori e signorotti che si sono susseguiti nel tempo nel dominio della zona.

COSA NON PERDERE:

➡️ Riserva Naturale Orientata di Pesche.

Un sistema montuoso pieno di faggi, querce e tantissime altre diverse specie di piante, oltre che una grandissima varietà di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, all’interno della quale sono stati allestiti sentieri naturalistici ed itinerari per chi ama passeggiare e fare trekking. Impressionante ascoltare l’ululato dei lupi in pieno giorno…ho ancora i brividi.

9 -CASTELPETROSO

Famoso per essere luogo di pellegrinaggio al Santuario dell’Addolorata, accoglie un fantastico Hotel con spa annessa, La Fonte del Benessere Resort, che offre relax in uno scenario incantevole, immersi nella natura, ai piedi del Monte Patalecchia, lontano dallo stress e dai ritmi della vita moderna. Hotel cinque stelle con 19 alloggi tra suite e junior suite, molto spaziosi e allestiti con tutti i comforts e un ristorante dove degustare prodotti tipici rivisitati della tradizione molisana. La SPA ecosostenibile si fonde con la natura offrendo un percorso Ipersensoriale che comprende piscina riscaldata interna ed esterna, percorso flebologico e talassoterapico, percorso Kneipp, sedute con idromassaggio specifico e cascata a fungo, docce emozionali, sauna, bagno turco cromoterapico, area relax con tisane e frutta fresca, giardino, solarium.

COSA NON PERDERE:

➡️ CASCATA DI CARPINONE

Raggiungibile dal centro storico di Carpinone lungo un percorso ben segnalato con cartelli di legno realizzati a mano, proprio per non intaccare il suggestivo panorama.

Immersa nel bosco la cascata di Carpinone é uno degli spettacoli più affascinanti della natura del luogo.

Una volta imboccato il sentiero ti pervade lo scroscio dell’acqua che precipita verso il basso, e una volta raggiunta l’effetto di luce e fragore é stupefacente.

10- ROCCAMANDOLFI
Percorrendo la strada statale da Campobasso a Isernia si incontra il cartello x il paese e dopo circa 7 km ci si presenta questo piccolo borgo, incastrato nei monti della Matese, ricordato ancora oggi come rifugio dei briganti.
Infatti il territorio ha luoghi spesso inaccessibili che erano stati in passato nascondigli per i briganti.
Dalla croce all’ingresso del borgo si può ammirare il Canyon che lo avvolge e quasi lo protegge.

COSA NON PERDERE:

➡️ Visitare le rovine di un castello di origine longobarda.
La stradina che dal paese conduce al castello è unica ed ha 100 m di dislivello, quindi la si può intraprendere con calma ammirando tutto il paesaggio intorno.

Le mura originarie del Castello erano tipicamente mura difensive, molto spesse, e protette da ben cinque torri, una delle quali decisamente più grande ed imponente delle altre.
La rampa di accesso, scavata direttamente nella roccia, immetteva in una sorta di atrio di cui oggi il piano terra è leggermente più alto rispetto a quello originale. Il piano di residenza dei nobili doveva essere molto confortevole ed ampio, così come gli spazi destinati al magazzino ed agli armigeri, che dovevano contenere riserve alimentari per un lungo periodo per la sopravvivenza della fortezza. Ciò che rimane oggi dell’antica roccaforte è purtroppo poca cosa rispetto a quello che si poteva ammirare di una delle fortezze ritenute più sicure di tutto il territorio molisano.

➡️ Attraversare il Ponte Tibetano
Sul versante a nord del massiccio del Matese, ai piedi del Monte Miletto, nel comune di Roccamandolfi, c’é un piccolo capolavoro di ingegneria metallica.
Il Ponte Tibetano é sospeso nel vuoto, sul paesaggio roccioso caratterizzato dal Canyon scavato dal fiume Callora.

➡️ Visitare Cascate del Rio

Situate all’uscita del paese si raggiungono comodamente in auto.

C’é una piccola area pic-nic e dopo aver attraversato un ponticello in legno si possono ammirare le cascate immerse nella vegetazione. Noi abbiamo fatto un break seduti sul prato di fronte alle cascate.

11-BOJANO
Antica capitale della tribù sannita dei Pentri, dalle origini leggendarie, sorge ai piedi del Monte La Gallinola (1.923m) seconda cima del Matese.
Il territorio comunale, ricchissimo di sorgenti, é coperto di vasti boschi prevalentemente di castagno (é presente l’albero di castagno più antico d’Italia), faggio, quercia e cerro, che la rende una meta ideale per innumerevoli escursioni sui monti del Matese e per gli amanti del canoismo e del rafting che possono essere facilmente praticati lungo il fiume Biferno, il principale corso d’acqua del territorio che nasce proprio dal Ponte della Fiumara e dopo circa 83 km sfocia nel mar Adriatico.
In località Alifana sono presenti piccoli laghi artificiali per la pesca sportiva.
Boiano fu la sede di una delle diocesi più vecchie d’Italia, basti pensare che nel 1700 circa, c’erano 23 chiese con 35 sacerdoti con una popolazione di appena 1500 abitanti circa.
L’antica Bovianum, capoluogo dei Pentri Sanniti, fu espugnata dai Romani nel 305 a.C.. e la loro presenza é confermata dal recente rinvenimento di un tratto di strada di epoca romana al di sotto del letto del fiume Calderari, nella parte in cui esso attraversa l’abitato.
Emozionante il santuario di Sant’Egidio, posto a 1.000 metri di altezza tra i boschi di faggio del Matese e raggiungibile solo a piedi, seguendo un sentiero di montagna.
La chiesetta, probabilmente risalente al IX-X secolo, è posta nei pressi di una sorgente d’acqua purissima. Il rifugio adiacente è ideale per chi intende fermarsi qualche giorno.

12- SAN POLO MATESE
É un piccolo borgo arroccato su uno dei contrafforti del Massiccio del Matese.
L’origine del centro abitato é di chiara età sannitica: in contrada Camponi sono stati ritrovati i resti di ben due necropoli: la prima risalente al VIII-VII secolo a.C., l’altra del IV-III secolo a.C.
Passeggiando all’interno del borgo, tra vicoletti e stradine, si possono notare le tipiche caratteristiche di un abitato medievale.
Il paese prese forma lentamente intorno ad un fortilizio edificato in epoca longobarda. Le maggiori testimonianze medievali sono proprio rappresentate da ciò che resta del castello e della chiesa parrocchiale.
Il primo è stato quasi del tutto smantellato.
La Chiesa Parrocchiale è quella di S. Pietro in Vincoli, risalente al 1200.
La chiesa conserva al suo interno un battistero del 1552, un’ acquasantiera del 1616 ed una splendida statua lignea della Madonna col Bambino del Di Zinno (1755).
Nei pressi della torre/campanile sono visibili alcune rocce di piattaforma carbonatica che risalgono a circa 100 milioni di anni fa e che racchiudono numerosi fossili di antichi bivalvi, soprattutto rudiste. Nel Cretacico, infatti, il mare arrivava fino a qui; poi, intorno a dieci milioni di anni fa, il Massiccio del Matese ha cominciato ad emergere racchiudendo, tra le sue rocce carbonatiche, tonnellate di fossili.

COSA NON PERDERE:


Dal piazzale del monumento dei caduti si può percorrere la strada che inizia a inerpicarsi sulla montagna (fino a divenire poco più che un sentiero sterrato); ad un certo punto l’asfalto cede il passo allo sterrato e questo costringe a percorrere la strada più lentamente, il che consente di ammirare meglio il paesaggio circostante.
Il paesaggio diviene subito selvaggio e silenzioso, dopo qualche chilometro conviene lasciare l’auto sul bordo della strada e continuare a piedi lungo il sentiero.
Ci si ritrova immersi tra dolci rilievi e vallate ammantati di boschi di quercia, castagno, e altre essenze della flora della media montagna appenninica molisana. Il paesaggio varia tra radure, praterie e ripidi costoni rocciosi.
Lungo il percorso ci sono apposite panche e sedili in legno e dei bellissimi ‘totem’ in legno: uno di questo riporta la scritta “rispetta la natura“.
Ci si imbatte anche in un abbeveratoio per il bestiame dove sgorga acqua di sorgente.
Il sentiero giunge, a quota 1130 m s.l.m., alla ‘Fonte Santa Maria’, dove alcuni devoti sanpolesi hanno edificato un riparo e una piccola cappella, ponendo all’esterno di quest’ultima una statua della Vergine ed una croce. Qui sono presenti delle panche in legno dove potersi ristorare e, percorrendo le radure prive di alberi, è possibile ammirare il paesaggio sottostante della piana di Bojano fino alle montagne abruzzesi.

Da qui si può anche proseguire verso il rifugio “Baita la Gallinola” per deliziare il palato con prodotti genuini e a Km 0.

Un’altra esperienza che consiglio in estate é raggiungere con la funivia il Rifugio Colle del Carpio a Campitello Matese. La vista a 1850 mt s.l.m é strepitosa e il relax assicurato.

13-GUARDIAREGIA
Con Oasi WWF abbiamo effettuato un’escursione guidata. Il punto di incontro é il Museo nella piazzetta principale. Poi con le auto ci siamo spostati per raggiungere la Gola del Quirino.

Alla Gola si accede in prossimità della cappella di S.Maria della Neve, nel territorio di Guardiaregia, costeggiando un rigagnolo che si riversa nel torrente. Il primo tratto del percorso è come un grosso viale ciottoloso, agevole da percorrere, che a tratti si espande fino a raggiungere una larghezza di circa 40 metri.
Si incontrano delle grosse macchie di verde, costituite da piante di cavolaccio (Adenostyles alpina) e di farfaraccio (Patasites officinalis) erbacee perenni dalle foglie gigantesche, anche di oltre 50 centimetri di diametro. Mano a mano che si risale il torrente, il paesaggio muta il suo aspetto regalando colori e odori di una natura incredibile. Le rocce, erose da millenni di piogge, sono vere e proprie sculture naturali a cielo aperto.

Il percorso dura circa 2 ore per terminare su un eremo dal quale é possibile ammirare come il Vallone Grande scarica tutta la sua portata attraverso la spettacolare cascata di San Nicola che, con tre balzi, raggiunge un’altezza totale di circa 100 metri e rappresenta una delle più interessanti discese naturali d’acqua di tutta la catena appenninica.

Si rimane affascinati dall’imponenza del paesaggio del Matese e dall’immensità dei boschi di faggi che ricoprono tutta l’area.

É possibile anche ammirare la cascata di San Nicola dal belvedere di Guardiaregia.

➡️ Escursione sul Monte Mutria

Altra escursione da non perdere é quella su Monte Mutria, la montagna sacra dei Sanniti.

Noi abbiamo scelto sempre l’associazione Akurunniar Trek.

Partendo da località Bocca della Selva, in territorio campano, il percorso risulta meno faticoso (circa 6 Km andata e ritorno).

Dopo aver attraversato un bosco di faggi, si apre dinanzi un panorama incredibile sulla valle circostante.

Il cielo é pulito e sul versante campano si scorge il golfo di Napoli, il Vesuvio e l’Isola di Ischia, a occidente c’é Lago del Matese (lago carsico più alto d’Italia) la cima della Gallinola e del Monte Miletto, a nord le Gole del Quirino e la diga di Arcichiaro ma é salendo sul crinale che si ottiene una vista completa del versante adriatico e campano.

La vetta del Monte a 1825 m s.l.m. é impressa sulle pietre calcaree e da qui sembra di dominare le valli circostanti: quella del Tammaro ad est, del Calore Irpino a sud e del Volturno ad ovest.

Ci rifocilliamo in quota godendoci il panorama e il silenzio che regala la natura.

Oltre ai panorami che si aprono verso il basso, sono spettacolari le ampie depressioni carsiche (doline), colorate dalle numerose fioriture montane.

Riscendendo deviamo per raggiungere l’edicola di S.Antonio, che rimane sul versante campano.

Verso Monte Mutria
Veduta sul Lago del Matese

14-SEPINO
Risalente al 300 a.c., è una delle città meglio conservate del Molise. È situata sulle rovine di un villaggio sannitico e in una posizione strategica in quanto sorge all’incrocio fra il tratturo Pescasseroli-Candela e la strada che collega il versante matese alla costa. Durante la terza guerra sannitica, fu conquistata dai romani che, grazie alla posizione favorevole alle rotte commerciali, la trasformarono in un polo amministrativo.

Edificata su una superficie di 12 ettari, é circondata da una cinta muraria con quattro Porte d’accesso ornate da meravigliosi archi (Porta Boiano, Porta Tammaro, Porta Benevento e Porta Terravecchia) e al suo interno è suddivisa in due siti archeologici: Saepinum, che comprende i resti della città romana e Terravecchia, che comprende i resti del villaggio sannita fortificato. Di particolare interesse vi sono il teatro, circondato da abitazioni rurali di inizio 700 che si integrano egregiamente con l’armonia della struttura, la basilica a pianta rettangolare costituita da imponenti colonne con capitelli in pietra e l’elaborato complesso termale risalente al II secolo d.C.

15-CAMPOBASSO

Il capoluogo molisano, d’origini longobarde, situato a settecento metri d’altitudine, presenta la parte vecchia disposta a semicerchio sul pendio del colle sul quale sorge Castello Monforte.

Salendo alla volta del castello dopo una serie d’affacci sulla città e panoramiche è facile distinguerne la zona antica di origine medievale, addossata alla zona denominata Monte, e la zona moderna. Il Castello si erge come un massiccio quadrilatero con i resti delle torri laterali e del ponte levatoio ancora in vista, dichiarato monumento nazionale e simbolo della città.

Nei pressi del castello sorge la chiesa di San Giorgio, risalente al X secolo, con all’interno affreschi del Trecento.

Passeggiando per il suo centro storico, si trovano diverse testimonianze delle diverse epoche storiche che ha vissuto, dal duecento fino al neoclassico.

Da Palazzo Mazzarotta, dove c’è il Museo provinciale del Sannio, che espone antichi reperti ritrovati nel Sannio, a Palazzo Pistilli del 1793, che ospita la collezione di Michele Praitano, una delle più importanti collezioni di maioliche e ceramiche d’Italia. Meritevole di una visita all’interno è il Teatro Savoia, interamente ricostruito negli anni Trenta nello stile di quel periodo. L’edificio della Banca d’Italia risalente al 1925, il Convitto Mario Pagano, Palazzo Cannavina, la Chiesa della Santissima Trinità e le tante altre storiche chiese.

Infine, per concedersi una passeggiata rilassante tra cedri del Libano, cipressi, abeti rossi e tigli c’è il suggestivo parco comunale Villa Capoa, che si affaccia su piazza Savoia.

COSA NON PERDERE:
➡️ Riserva Monte Vairano tra Campobasso e Busso.
Se si desidera immergersi in percorsi naturali e archeologici, la riserva fa al caso vostro.
Ci sono diverse associazioni che organizzano passeggiate.
Io l’ho visitata con un gruppo di esperti e iscritti ad un corso di erbe.
Lasciata l’auto al parcheggio antistante l’edificio della forestale ed imbracciati i bastoncini cominciamo il percorso che attraversa quest’oasi naturale.
Facciamo varie soste per conoscere le varie piante, erbe officinali e arbusti presenti. Andando a maggio abbiamo la fortuna di vedere tutto in fiore.

Monte Vairano è interessante non solo dal punto di vista naturalistici ma anche dal punto di vista antropologico, in quanto è stato abitato fin dall’antichità, in epoca sannita e medievale, rappresentando una valida fonte di reddito per le popolazioni del luogo, fornendo loro legna da ardere, pascolo per il bestiame e prodotti del sottobosco. Sulle sue pendici sono stati trovati i resti di un casa di epoca sannita, chiamata casa di LN, dalle iniziali che sono state rinvenute sui ruderi: dagli scavi effettuati si è potuto ricostruire molto della storia dei Sanniti, popolo molto più civilizzato di quanto si pensasse.

Arriviamo in circa 1 h di cammino all’area archeologica.
Dopo una sosta sulle rocce assolate scendiamo sul versante sud e ammiriamo il paesaggio incredibile che offrono i Monti del Matese.
Un’esperienza sicuramente da ripetere.

16-ORATINO

Il paese dista pochi km da Campobasso ed é conosciuto perché ha dato i natali a molti artisti e testimonia una spiccata vocazione degli abitanti del piccolo borgo verso attività legate alla creatività, all’ingegno e alla fantasia. I portali, qui, così come i balconi, le balaustre delle dimore gentilizie e gli interni delle chiese sono, infatti, vere e proprie opere d’arte sapientemente plasmate da fabbri, scalpellini, vetrai, doratori e pittori che hanno impreziosito gli edifici del centro con la loro maestria, rendendo il paese una vera chicca. Affacciato sulla valle Biferno, il borgo evoca antiche suggestioni fatte di pietra che si riscoprono nell’antica torre spezzata, sopravvissuta all’inesorabile scorrere del tempo, che dai suoi impervi dirupi veglia sui vecchi tratturi solcati dalle greggi in transumanza. Dal belvedere si scorgono i variegati scenari sfoggiati dalla valle che si rimarrebbe per ore a contemplare.

17-CIVITACAMPOMARANO (CB)
Il borgo si sviluppa attorno all’antico castello svevo, poi angioino, fregiandosi del titolo di “civitas”. Imperdibile il panorama dalle mura del Castello.
Il paese ospita dal 2017 il CIVITA FESTIVAL.

18-CASTELMAURO (CB)
Piccolo paese di 1200 abitanti, posizionato alle pendici del Monte Mauro.

COSA VEDERE:

➡️ Osservatorio Astronomico Giovanni Boccardi
Per arrivarci bisogna raggiungere la piazzetta e dal li salire in auto seguendo le indicazioni.
Sulla vetta del Monte Mauro, a 1042 metri di altitudine, l’osservatorio costituisce un’eccellenza fra le analoghe strutture di ricerca astronomica.
É dotato del più avanzato telescopio robotizzato attualmente presente sul territorio italiano, il CRT, che rappresenta lo stato dell’arte nel settore. L’osservatorio, dedicato a Padre Giovanni Boccardi, è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra Comune di Castelmauro ed Atec Robitics che ha cofinanziato l’opera e ne gestisce l’evoluzione.

19- GUGLIONESI
L’antico borgo medievale, racchiuso da tre strade principali parallele, conserva alcuni dei monumenti più interessanti del Molise, come la chiesa di Santa Maria Maggiore, con l’elegante cripta di Sant’Adamo, e la chiesa di San Nicola, uno degli esempi più significativi dell’arte romanica in Molise.

Ci sono molti punti panoramici in paese e due spettacolari belvederi, uno a Villa Castellara e l’altro “Belvedere Pollice”, da cui é possibile ammirare un paesaggio segnato dai colori dei campi coltivati, dal blu del mare Adriatico all’orizzonte e dalla dolcezza delle montagne della Majella e dei paesini intorno.
Incredibile il panorama sulla valle del fiume Biferno e il Lago di Guardialfiera.

DOVE MANGIARE:

➡️ Ristorante Il Pagatore
Saró di parte, ma da oltre 10 anni vengo a degustare i suoi piatti. Il locale é piccolo ma in estate ha anche posti a sedere a lato di una piazzetta molto tranquilla con una splendida Fontana. Il menù varia in base ai prodotti di stagione, dalla pasta fatta in casa ai dolci classici e originali come quello a base di crema di melanzane o al prezzemolo!

20-TERMOLI (CB)
La più grande città costiera della Regione, fondata dai Normanni e poi “accresciuta” da Federico II di Svevia, imperatore del sacro romano impero.
Il borgo antico, molto caratteristico, è racchiuso dentro le mura, proteso verso il mare, fortificato da due torri e dal gigantesco bastione del Castello Svevo – che caratterizza con il suo profilo l’immagine del borgo vecchio e la torretta dell’orologio.
Costeggiando il muraglione si può ammirare la costa del litorale nord con la sua kilometrica spiaggia. Dalla porta di ingresso principale con le due torrette é possibile invece avere uno sguardo sul porto e sul lungomare di Rio Vivo.
Al centro della cittadella sorge la Cattedrale di Santa Maria della Purificazione, di stile romanico pugliese, edificata nel 1307 sopra i resti di quello che un tempo fu un tempio pagano dedicato a Castore e Polluc, personaggi della mitologia greca e romana, figli gemelli di Zeus. Nella basilica sono conservate le reliquie di San Basso e di San Timoteo.

COSA FARE:
➡️ Percorso sotterraneo
Un vero e proprio viaggio nel passato a cinque metri di profondità, nel ventre della città, farà scoprire gli scavi del Palazzo Vescovile e della Cattedrale. Un patrimonio dimenticato da secoli, portato alla luce da recenti lavori di restauro.

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