Umbria in quattro giorni 🇮🇹

Weekend nel cuore d’Italia, tra borghi medievali, bellezze naturali e bontà culinarie.

Il piano viaggi 2020 é sfumato causa Covid, e visto che il mare lo abbiamo in casa scegliamo di tornare qualche giorno in Umbria.

Partiamo di buon mattino per raggiungere la nostra prima destinazione: Spello.

Arriviamo intorno a mezzogiorno e parcheggiata l’auto vicino i giardini pubblici, entriamo nel centro storico da Porta della Rocca.

Tra vicoli e scorci unici, ci si immerge nella sua atmosfera di colori e profumi.

É il borgo dei fiori e dei vicoli addobbati, delle case colorate di rosa, ma conserva anche i segni della sua lunga storia romana e longobarda.

Numerosi i resti di epoca romana quando Hispellum, era “splendidissima colonia Julia”. Le tre magnifiche porte di ingresso al borgo sono le mura romane meglio conservate d’Italia.

Dopo aver girato un paio d’ore torniamo al parcheggio per dirigerci a Foligno.

In 15 minuti arriviamo al nostro hotel Villa dei Platani, a due passi dalla stazione e dal centro storico.

Sistemiamo i bagagli e dopo esserci rinfrescati usciamo alla scoperta della città.

Il centro storico di Foligno è piccolo e i monumenti più importanti sono concentrati nel cuore antico della città. Essendo pianeggiante, la città é piacevole da girare a piedi o in bicicletta.

Entriamo nel centro storico varcando la Porta Romana e, percorrendo Corso Cavour, arriviamo a Piazza della Repubblica. Qui si può ammirare uno straordinario insieme architettonico, costituito dal Duomo, dal Palazzo Comunale e da Palazzo Trinci.

Attiguo al Palazzo Trinci si trova Palazzo Orfini, antica dimora di Emiliano Orfini, il tipografo che stampò la prima edizione in lingua italiana della Divina Commedia, con un bel portale del 1500.

La tradizione folignate racconta che un birillo rosso, posto al centro del biliardo di quello che fu lo storico Gran Caffè Sassovivo, facesse di Foligno il centro del mondo, o come dicono i locali “lu centru de lu munnu”.

Da piazza della Repubblica imbocchiamo via XX Settembre e passando davanti la Chiesa di San Giacomo raggiungiamo la sponda del fiume Topino e ci rilassiamo ammirando gli splendidi colori del tramonto.

Proseguiamo verso il portico delle Conce, area di insediamento delle concerie sin dal medioevo, che si sviluppa lungo il canale dei Molini finendo a ridosso del mulino di Sotto.

Ci rimettiamo in marcia e ci fermiamo da Microclima Vini&Vinili, su Piazza San Domenico e, sorseggiando uno spritz, ammiriamo una delle costruzioni sacre più antiche di Foligno: Santa Maria Infraportas, chiesa romanica del 1138, trasformata nell’attuale Auditorium San Domenico.

Avendo prenotato la cena da Osteria 12 Rondini, tramite The Fork, ci dirigiamo prima dell’orario scelto per assicurarci la prenotazione. Purtroppo Damiano, il proprietario, ci segnala che l’ha annullata perché aveva già il pieno di prenotazioni, ma io non posso saltare la mia tappa culinaria qui! Per fortuna alla fine ci riesce a sistemare in un tavolo “punitivo”, a lato del bancone, e trascorriamo una goliardica serata assaporando piatti umbri rivisitati e sorseggiando ottimi vini.

Secondo giorno

Dopo una piacevole colazione ci prepariamo per andare a Gubbio.

É domenica e di sicuro ci sará tanta gente, ma contiamo di arrivare intorno alle 10 così da evitare affollamento.

Lasciamo l’auto al parcheggio di Via della Repubblica e ci dirigiamo verso la funivia Colle Eletto.

La funivia collega la città con il monte Ingino (908 m. s.l.m.) e conduce sino alla Basilica di Sant’ Ubaldo.

Il biglietto A/R costa 6 euro e si sale al “volo” in una specie di gabbia, max 2 persone. La salita dura 6 minuti e offre un panorama davvero affascinante.

Dopo aver scattato qualche foto riprendiamo la funivia e la discesa offre un panorama ancora più incredibile.

Da Porta Vehia, percorriamo via XX Settembre per raggiungere il Palazzo Ducale.

Su via Federico da Montefeltro, una delle vie storiche di Gubbio, visitiamo la Botte dei Canonici, che fa parte di un negozio di souvenir.

Chiamata anche “Botte Grande” fu costruita prima del 1500 e consentiva di conservare in ben 387 barili, ciascuno di 52 lt, il vino raccolto nelle proprietà terriere ecclesiastiche.

Arriviamo al Palazzo Ducale, fatto costruire nel 1470 da Federico da Montefeltro, duca di Urbino, in stile rinascimentale su preesistenti costruzioni medioevali.

Il biglietto di ingresso costa 5 euro e la visita dura circa 1 h.

L’imponente palazzo rinascimentale conserva alcuni arredi originali, dipinti eugubini e opere d’arte contemporanea.

Bellissimi i due armadi lignei secenteschi, e i battenti di portone intarsiati ed abbelliti con stemmi dei Montefeltro. I saloni della Palazzo sono contraddistinti dalla presenza di monumentali camini. Lo studiolo del duca é una perfetta ricostruzione dell’originale conservato a New York.

A piano terreno è possibile accedere all’area scavata al di sotto del cortile ove vi sono vestigia delle preesistenti strutture medievali.

Dal giardino é possibile ammirare uno splendido panorama sui tetti della città.

Di fronte al Palazzo dei Consoli si erge la Basilica dei Santi Mariano e Giacomo martiri, cattedrale di Gubbio.

Scendendo verso Piazza Grande appare, in tutta la sua magnificenza, il Palazzo dei Consoli.

Di stile gotico, alto oltre 60 metri, Palazzo dei Consoli domina la città con la torre campanaria e la loggia panoramica.

Fin dalla sua ideazione il palazzo fu destinato ad essere sede delle principali magistrature ed istituti del Libero Comune di Gubbio. Dal 1909 é sede del Museo Civico, che ebbe origine nel 1456 con l’acquisto da parte dei rappresentanti del Comune di Gubbio delle famose Tavole Egubine e si è poi arricchito nei secoli.

Occupa l’intero primo piano la sala dell’Arengo, coperta da grandiose volte a botte.

Percorrendo via dei consoli raggiungiamo la fontana del Bargello, conosciuta come la fontana dei matti.

La tradizione vuole che facendo tre giri intorno alla fontana si viene battezzati con uno spruzzo di acqua della fontana acquistando la cittadinanza onoraria di Gubbio, ovvero la patente di matto. Fondamentale é che sia un eugubino a richiederla per qualcun altro.

Tuttavia per i turisti ci sono quelle che rilasciano i negozietti intorno alla piazza.

Ci fermiamo a mangiare una crescia farcita e un tagliere di salumi e formaggi e torniamo verso il piazzale della repubblica per riprendere l’auto ammirando gli ultimi scorci di questa bellissima città.

Il nostro alloggio per i prossimi due giorni é il Guesia Village e spa, località Santa Lucia a Pale.

Immerso nel parco dell’Altolina é una vera oasi di pace. Il rumore del ruscello lo si sente dappertutto e diversi sono i percorsi di trekking che partono da lì.

Lasciato i bagagli ci prepariamo per andare in piscina.

Terzo giorno

Prima tappa della giornata é Rasiglia, un borgo di soli 40 abitanti che nasce intorno a tre sorgenti, quella di Capovena, Alzabove e Venarella.

Qui l’acqua è l’elemento principale e rende ogni angolo di questo borgo ancora più spettacolare.

Alle 9,30 siamo a destinazione (sono 10 minuti di auto da Pale) e la giriamo prima che arrivi un bel po’ di gente.

Passeggiando per i suggestivi vicoli del centro è impossibile non rimanere incantati dai corsi d’acqua che attraversano l’abitato, rendendolo unico e affascinante.

Alle casette di pietra si alternano mulini e specchi d’acqua formati da ruscelli e cascatelle che si riuniscono in una grande vasca denominata “Peschiera”, per poi riversarsi nel fiume Menotre.

Dopo aver preso un caffè e acquistato dei prodotti tipici riprendiamo l’auto in direzione di Belfiore.

Seguiamo le indicazioni per le Cascate del Menotre e parcheggiata l’auto ci incamminiamo lungo il sentiero, che é ben segnalato e adatto a tutti. Si parte in mezzo agli ulivi e ci si inoltra nella folta vegetazione. Dopo una bella salita si arriva alla prima cascata, alla sua destra si trova una grotta. Man mano che si sale si vedono i notevoli salti del fiume Menotre che scende impetuoso per poi sparire incanalandosi in fessure nella roccia.

Il percorso dura circa 2 ore ma é davvero un’immersione detox nella natura.

Sono le 12,30 e decidiamo di raggiungere il borgo di Montefalco, che dista 20 km, per acquistare del buon vino.

Parcheggiata l’auto entriamo nello splendido e antico borgo attraverso Porta dello Stradone.

Arriviamo in Piazza del Comune, quasi a forma circolare, dove sorge il Palazzo comunale, detto anticamente del Popolo.

Fa molto caldo quindi preferiamo sederci a mangiare un buon filetto accompagnato da un bicchiere di rosso Sagrantino.

Dopo aver raggiunto l’azienda vinicola Ruina per fare scorta di vini, torniamo al ns hotel per trascorrere l’ultimo pomeriggio in piscina.

La sera torniamo a Foligno e concludiamo la serata passeggiando tra i rioni e ascoltando i rumori dei tamburi delle varie contrade che di esercitano in vista della giostra della Quintana che si terrà nei prossimi giorni.

La vacanza é finita: l’Umbria é una regione che ancora una volta mi ha incantata, per i suoi splendidi paeseggi e i suoi pittoreschi borghi medioevali, i profumi e i sapori della cucina, la sua storia e la spiritualità.

Bontá gastronomiche della cucina umbra.

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